Coronavirus, la preparazione della Fase 2: sì agli spostamenti?

Il 4 maggio sarà un nuovo inizio. Sarà una ripartenza fatta di luce e speranza dopo il buio che improvvisamente è piombato sull’Italia e sul mondo intero. Un po’ come un’eclissi che improvvisamente oscura il sole e che gradualmente lascia intravedere un ritorno della luce, consapevoli che accadrà. Ecco, l’Italia aspetta con trepidazione la “Fase 2”. Il Governo Conte, tra qualche ora o al massimo tra venerdì 24 e sabato 25 aprile, presenterà alla nazione il nuovo piano strategico da adattare al mese di maggio: quello della condivisione virus-vita.

FASE 2

Sarà una ripartenza all’insegna della massima cautela, non si potrà assolutamente sbagliare. Dobbiamo essere consapevoli che si dovrà sempre tenere sotto controllo la curva epidemiologica e non farsi trovare impreparati in caso di una possibile risalita. Il piano prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento. Sarà fondamentale, in questa fase, rafforzare il protocollo di sicurezza sui luoghi di lavoro già approvato nel marzo scorso e completare queste prescrizioni anche con riferimento alle attività del trasporto e della logistica.
Ci sarà anche il via libera agli spostamenti fuori dal proprio Comune, ma solo all’interno delle singole regioni (dal 4 maggio), lasciando però in vigore i limiti alla mobilità intra-regionale.

QUANDO RIAPRIRANNO UFFICI E AZIENDE?

Secondo alcune indiscrezioni, dal 27 aprile potrebbero avviarsi le attività produttive “non essenziali”, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza. In ogni caso, anche per non aggravare la situazione sui mezzi pubblici, chi può dovrà continuare a lavorare in smart working, da casa, mentre sarebbero esclusi dal rientro gli over 65 e i dipendenti affetti da patologie pregresse rilevanti.

Nelle linee tracciate, le prime a riaprire il 4 maggio dovrebbero essere le industrie che dovranno seguire misure rigide: riprogrammazione delle filiere produttive in funzione del distanziamento sociale, chiusura dei reparti non indispensabili e delle mense, mascherine per tutti e turni di lavoro più brevi, sfruttando anche sabato e domenica, per evitare assembramenti anche sui mezzi pubblici.
Poi dopo altre due settimane, quindi non prima del 18 maggio, toccherebbe alle attività commerciali: bar, ristoranti e forse stabilimenti balneari, sempre se i numeri del contagio rimarranno sotto controllo, con via libera anche per parrucchieri ed estetisti.

La Fase 2 sarà caratterizzata da scaglionamento e distanziamento: due parole che faranno parte della nostra vita quotidiana nei prossimi mesi. Chi vende vestiti, ad esempio, dovrà occuparsi della sanificazione dei camerini e i vestiti che saranno provati dovranno poi essere sanificati. Ecco perché bisognerà prevedere dei sistemi di sterilizzazione particolari che possano garantire la massima igiene di locali e prodotti. Una parte del settore edile è già stato sbloccato con la riapertura di alcuni cantieri pubblici per riparare le strade, restaurare le scuole e riprendere la prevenzione dei dissesti idrogeologici. Anche i progetti privati potranno ripartire se sarà possibile mantenere la distanza tra gli operai. Una regola che vale anche per le cave e le miniere.

Per quanto riguarda il trasporto emerge invece una chiara difficoltà di mantenere e controllare le regole di distanziamento sui mezzi pubblici. Le imprese di trasporti si stanno già attrezzando per la separazione dei flussi in salita/discesa o entrata/uscita da bus e metro.

fonte: ilmeteo