Coronavirus, la strage silenziosa di anziani nelle RSA

Non si arresta la corsa del Coronavirus nei centri per anziani. I contagi aumentano giorno dopo giorno. Si moltiplicano i decessi e sembra di assistere ad una strage che rischia di portarsi via una fetta di popolazione innocente. Quella degli over 70. Inermi, come tutte le vittime del Covid19. Dopo l’ecatombe milanese la minaccia arriva anche in Toscana, dove oggi sono 149 i morti nelle case di cura e più di mille i contagi.

Numeri, distribuiti su tutta la Regione, che conta 332 Rsa attive su tutto il territorio. Dai primi di marzo la Regione si era aggiornata con nuove disposizioni, sulla base dei decreti nazionali. Tutto blindato. Era questa la regola numero uno. I dirigenti delle case di cura hanno dovuto sbarrare le porte anche ad amici e parenti. Lasciando gli anziani spaesati e chiusi nei loro centri comuni in attesa di rivedere le persone che amano. Persone che qualcuno non è più riuscito a vedere.

Eppure, quella sembrava l’unica soluzione per proteggere la vita dei pazienti, ma qualcosa dev’essere andato storto. A metà marzo, i primi casi. Una donna muore nella casa di riposo di Comeana, a Prato, dopo giorni di isolamento e agonia. Con lei inizia la strage silenziosa della casa di cura nel pratese. Sei ospiti morti, altri 17 anziani contagiati, 15 operatori positivi al tampone. Una catena di contagi inarrestabile. Tanto da far scattare la prima indagine penale in Toscana. Gli anziani ospiti nella Rsa non superavano la trentina. Più della metà, ha contratto il virus. Adesso, sarà la procura a stabilire cosa possa aver portato al dramma, con un’inchiesta sul mancato contenimento della diffusione del contagio del coronavirus.
Un caso, quello di Comeana, che sarebbe dovuto essere un capitolo isolato su cui fare chiarezza. Invece si è rivelato l’apripista per altri centinaia di casi. Da nord a sud della Regione le residenze per anziani hanno iniziato a perdere i primi pazienti e collezionare contagi alla velocità della luce. Una catena che ha prodotto dati incredibili.

Numeri che fanno male. In una Rsa di Bucine, nell’aretino sono 17 gli operatori contagiati, 24 i pazienti affetti da coronavirus e già si contano 10 decessi. In una struttura di Montevarchi, sempre in provincia di Arezzo, sono arrivati a 40 i positivi, 3 gli ospiti che hanno perso la vita. Preoccupante anche la situazione all’interno della casa di risposo di Sarteano, nel senese, dove in 41 sono risultati positivi al tampone e il virus ha già fatto 7 vittime. A Gambassi Terme l’apice, 32 anziani su 35 hanno contratto il coronavirus.

Persone fragili, alcune anche affette da altre patologie, diventate terreno fertile per il virus che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Uomini e donne che per troppo tempo hanno dovuto subire un triste clichè che toglieva dignita alle loro vite. “Tanto colpisce solo gli anziani”, pensavano in tanti. Era come diventato una sorta di scudo per chi ancora si aggirava per le strade delle città indisturbato, senza protezioni, convinto che, quella del coronavirus, fosse tutta una bufala gonfiata dai media. Eppure, nonostante gli anziani fossero già stati individuati come la preda più facile da attaccare per il virus la realtà sembra raccontare che qualcuno non li ha protetti abbastanza.

fonte: ilGiornale

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