Coronavirus, paura a Bologna: scoperto focolaio fra i senzatetto

I nuovi casi di Coronavirus s’impennano. Sono 29 i nuovi casi, di cui ben 22 riconducibili alla Cidas Piazza Grande Capannoncino, una struttura del Piano freddo in cui si riuniscono alcuni senzatetto e che si trova in via del Lazzaretto. Non una comunità, quindi, ma un gruppo di persone dagli scarsissimi contatti sociali (probabilmente è proprio per questo che si tratta del primo caso del genere in città), anche tra loro, riuniti in camerate difficili da gestire dal punto di vista delle disposizioni di sicurezza.

Di questi, soltanto due presentano sintomi; alle prime avvisaglie sono stati disposti i tamponi per gli altri e così sono emersi i 20 asintomatici. Ora trasferiti tra Villa Serena e un albergo messo a disposizione dal Comune, per trascorrere la quarantena in sicurezza. L’Ausl sta ricostruendo i contatti avuti di recente, ma trattandosi appunto di persone piuttosto solitarie non si temono conseguenze preoccupanti.

“Questo aumento di positivi non deve perciò spaventare – rassicura l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini – anzi, riuscendo a trovare con questa tempestività gli asintomatici, evitiamo che il contagio si propaghi”. L’assessore anticipa pure un ampliamento delle categorie a rischio cui spetteranno i test sierologici: farmacisti, chi lavora nei trasporti, preti. E i donatori di sangue, come incentivo. Dall’8 giugno, all’Unipol Arena di Casalecchio partiranno i test ai privati che ne abbiano fatto richiesta in questi giorni.

Infine sono altri quattro, purtroppo, i decessi: tra loro, un uomo di appena 50 anni. Con lui, riporta il Resto del Carlino, se ne sono andati tre bolognesi, due uomini e una donna tra gli 87 e i 96 anni.

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