Condividi

d'alema

“Io mi occupo di politica estera” è la risposta che spesso ha dato Massimo D’Alema a chi gli ha chiesto del Pd. Altre volte, come pochi giorni fa sulle primarie di domenica, ha detto altre cose sul partito di Renzi, assai più dirette. Ma non c’è dubbio, se il tono e la scansione delle parole e la mimica facciale hanno un senso, che la sua più netta e sprezzante presa di distanza dal segretario-premier sia espressa con la frase appena citata. Tanto più che, immancabilmente, dopo ha sempre aggiunto che i suoi impegni all’estero sono relativi al ruolo di presidente della fondazione più importante del socialismo europeo, che raccoglie tutte le altre compresa quella, ItalianiEuropei, da lui guidata. Come possa conciliarsi un atteggiamento del genere con l’ipotesi di una sua partecipazione a un progetto di lista comunale che coinvolgerebbe, oltre all’evidentemente recalcitrante direttore della Treccani Massimo Bray, l’ex sindaco Ignazio Marino, il pencolante candidato sindaco Stefano Fassina e Paolo Cento nella veste di mediatore e arbitro, ecco, io questo non riesco proprio a immaginarlo. E non riesco a convincermi di quello che ieri scrivevano molti giornali e mi raccontavano persone che in materia sono sicuramente più informate di me.

Massimo Bordin

Roma, 11 marzo 2016

fonte IlFoglio

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteUccisi in Libia: legale Failla, autopsia Tripoli è stata una macelleria
Prossimo articoloOlio tunisino: ok finale da plenaria di Strasburgo