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A Kinshasa più di 40 morti nelle proteste antigovernative contro il progetto di riforma della legge elettorale. Tensione anche a Brazzaville, dove il presidente Sassou-Nguesso vuole forzare la Costituzione per ottenere un nuovo mandato

24 Gennaio 2015 – È una storia per certi aspetti simile quella che accomuna le democrazie dei due Congo. Lontano dalle violenze di Boko Haram in Nigeria e di Al Shabaab in Somalia, la Repubblica del Congo e la Repubblica Democratica del Congo stanno infatti attraversando una delicata fase politica. Sia a Brazzaville (capitale della Repubblica del Congo) che a Kinshasa (capitale della Repubblica Democratica del Congo) i presidenti stanno tentando di forzare la Costituzione per garantirsi un nuovo mandato alla guida dei rispettivi governi. La differenza al momento la fanno i morti seguiti agli scontri che si sono registrati a Kinshasa negli ultimi giorni.

Secondo la Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh), più di quaranta persone sarebbero state uccise negli scontri con le forze di sicurezza nel corso delle proteste contro la riforma della legge elettorale, presentata dal governo per introdurre l’obbligo di un censimento nazionale prima di indire presidenziali ma che in realtà consentirebbe al presidente Joseph Kabila di restare al potere oltre il termine del suo mandato fissato al 2016.

A Brazzaville la situazione è invece nettamente più stabile. Qui il partito di Denis Sassou-Nguesso, il Partito Congolese del Lavoro (PCT), sta lavorando per far approvare in parlamento un emendamento ad hoc che garantirebbe al presiedente di correre per un terzo mandato alle elezioni del 2016 nonostante ciò sia vietato dalla Costituzione.

Le tensioni con l’opposizione al momento sono state contenute dal governo, ma presto potrebbero degenerare così come è accaduto a Kinshasa e minacciare la tenuta del sistema politico del Paese. Secondo diversi giornali nazionali, negli ultimi mesi Sassou-Nguesso avrebbe instaurato un vero e proprio regime di terrore in Congo, forte del sostegno delle forze di sicurezza. Qualche mese fa, ai primi di novembre, durante una conferenza stampa a Sibiti, nella regione di Lekoumou, avrebbe minacciato l’intervento della polizia in caso di contestazioni. Ufficialmente il suo partito continua a manifestare l’intenzione di coinvolgere nel processo di revisione della Costituzione tutte le forze politiche. Le opposizioni però continuano a dichiararsi contrarie agli emendamenti. Anche il Movimento congolese per la Democrazia e lo Sviluppo Integrale (MCDDI), partito che fa parte della coalizione di maggioranza, si è pronunciato contrario alla revisione della Carta, mentre altri due partiti di maggioranza – il Movimento per l’Unità, la Solidarietà e il Lavoro (MUST) e il Movimento per la Democrazia e il Progresso (MDP) – non si sono ancora espressi sulla questione e non hanno partecipato alle prime riunioni.

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Le formazioni di opposizione riunite nell’Unione Panafricana per la Democrazia Sociale (UPADS) e quelle riunite nell’Alleanza per la Democrazia e la Repubblica (ARD) si sono invece dette a favore del dialogo purché non miri esclusivamente alla modifica della Costituzione. Resta sulle barricate, invece, il partito di opposizione Unione per il Progresso (UP) di Jean-Martin Mbemba, dichiaratosi assolutamente contrario al processo di revisione costituzionale e all’organizzazione di un referendum. Al momento solo il Movimento Patriottico per una Nuova Costituzione (MPNC) ha aderito alla proposta del Partito Congolese del Lavoro, ritenendo la Costituzione del 2002 un testo provvisorio adottato dopo il conflitto e mancante di riferimenti ai valori repubblicani, di uguaglianza, pace sociale e unità nazionale cui deve richiamarsi il Congo.

La situazione dunque è ancora molto incerta. Le tensioni di Kinshasa possono ritenersi lontane. Ma se vorrà garantirsi un nuovo mandato solido alla guida della Repubblica del Congo, il presidente Sassou-Nguesso dovrà confrontarsi con le opposizioni. In caso contrario presto anche Brazzaville potrebbe essere attraversata da violente proteste.
www.lookoutnews.it

A.P.

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