Costretto a lasciare la Polizia. Intervista a Gerardo Manfredi, agente vittima di malagiustizia

Mi sembra giusto e quindi mi sottopongo a tali visite che supero e successivamente mi mandano ad una seconda sessione di visite mediche ed in particolare una sessione con la finalità di accertare che io sia in possesso di determinati requisiti attitudinali.
Il resoconto è che non mi reputano idoneo definendomi troppo sicuro di me stesso, troppo superficiale nel raccontare quanto ho dovuto affrontare ed incline a creare contrasti con i colleghi. Tale giudizio imbarazzante porta al licenziamento con la facoltà di presentare ricorso. Quindi mi prendo un po’ di tempo, quello necessario per presentare ricorso, e cerco di analizzare e ripercorrere i fatti.
Il risultato di questa riflessione è che il giudizio emesso dall’amministrazione era anche meritevole di opposizione e vi erano anche buoni margini, ma una persona come me, che ha sempre fatto il poliziotto per passione, con quale spirito avrebbe potuto lottare per rientrare in una amministrazione dello Stato che apparentemente è preposta alla salvaguardia dei diritti ma che di fatto li calpesta e non è in grado di tutelare le proprie risorse?
A quel punto ho reputato molto più importante la mia libertà e la mia serenità e soprattutto la mia integrità morale ed esistenziale, quindi ho deciso di cambiare vita allontanandomi da un mondo falsato e confuso.

Che sensazioni ha avuto durante la vicenda? E chi l’ha sostenuta?

La sensazione è che il sistema sia nel pallone e la mancanza di integrità professionale, comportamentale e morale crea una confusione tale in cui tutti siamo esposti a serie minacce verso la nostra breve esistenza e chi, come me , ha persone che dipendono dalla propria esistenza non può permettersi di sposare una causa in cui non c’è chiarezza e rispetto verso l’individuo in genere.
Non mi ha sostenuto nessuno se non le mie figlie, la madre dei miei figli e i miei genitori, oltre al collega che si è trovato in questa vicenda con me.

Ad oggi che cosa Le è rimasto di questa esperienza?

Paradossalmente molto. Oggi sono una persona più consapevole, ho maturato una capacità di analisi estremamente sensibile e precisa su ciò che mi circonda. Certo sono una persona a cui manca un pezzo della propria vita ed a cui le cattiverie altrui hanno lasciato momenti esistenziali bui, ma tutti li abbiamo, chi più e chi meno.

Che cosa consiglierebbe ad un poliziotto che si trovasse in una situazione simile alla Sua?