Coronavirus, fumo di sigaretta correlato alle forme più gravi di Covid

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia strettamente correlata al fumo di sigaretta, che ne rappresenta il principale fattore di rischio ambientale.

È caratterizzata da un danno irreversibile delle vie aeree (di vario grado), progressivo e associato a uno stato di infiammazione del tessuto polmonare.

La conseguenza è difficoltà respiratoria, a livelli più o meno gravi.

“I dati che osserviamo dalla Cina suggeriscono che i pazienti con BPCO hanno un rischio maggiore di esiti peggiori da Covid-19 — conferma l’autrice dello studio, Janice Leung —. Abbiamo ipotizzato che ciò sia dovuto ai livelli elevati di ACE-2 nelle vie aeree, che potrebbero forse rendere più facile l’ingresso del virus e lo sviluppo dell’infezione”.

Esiste una correlazione tra il fumo della sigaretta e lo sviluppo di gravi forme di coronavirus

Lo studio – “I dati che osserviamo dalla Cina suggeriscono che i pazienti con BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva ndr.) hanno un rischio maggiore di esiti peggiori da Covid-19“, conferma Janice Leung, autrice dello studio.

“Abbiamo ipotizzato – prosegue la ricercatrice – che ciò sia dovuto ai livelli elevati di ACE-2 nelle vie aeree, che potrebbero forse rendere più facile l’ingresso del virus e lo sviluppo dell’infezione”.