Cozze di alta qualità, ma erano tossiche e alla diossina: è allarme salute

Cozze alla diossina vendute come prodotto di alta qualità certificata. È scaturita da alcune denunce di mitilicoltori vittime di ingenti furti di prodotti ittici l’operazione della Capitaneria di porto-Guardia Costiera di Taranto, che ha portato all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari.

Gli inquirenti, come riporta l’Ansa, parlano di un vero e proprio “mercato parallelo” di prodotti contaminati chimicamente e biologicamente che, immesso nella filiera tramite la contraffazione della tracciabilità, veniva spacciato come prodotto di alta qualità, ma pericolosissimo per la salute pubblica.

In particolare, secondo gli inquirenti, le cozze venivano trafugate da impianti siti nel 1° e 2° seno Mar Piccolo – o venivano coltivate abusivamente in impianti illegittimi – per poi essere distribuite ad “acquirenti di fiducia locali” (che a loro volta li commercializzavano nei banchetti presenti sulle strade tarantine) ma anche a grandi centri di spedizione, ricavandone ingenti guadagni derivanti dal basso, ovvero inesistente, costo di produzione o acquisto in quanto prodotto dell’attività illecita del furto.

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