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Lo stabilisce una normativa europea che l’Italia dovrà recepire. L’obiettivo è promuovere la mobilità sostenibile

La rivoluzione elettrica è iniziata e si completerà nel 2040 quando il petrolio crollerà. Bloomeberg New Energy Finance lo ha predetto e quello che potrebbe accadere presto sembra dargli ragione: dal 1 giugno 2017 le nuove case dovranno essere munite di prese per ricaricare le auto elettriche. L’obbligo è stabilito da una nuova normativa europea che vuole favorire l’utilizzo di mezzi di trasporto non inquinanti nei paesi membri, Italia compresa. Da quella data, i Comuni non potranno più rilasciare il permesso a costruire per gli edifici residenziali e non residenziali con superficie superiore a 500 mq se non è prevista la predisposizione all’allaccio per l’installazione di infrastrutture elettriche da utilizzarsi per la ricarica dei veicoli.

L’Europa ha deciso e l’Italia dovrà adeguarsi. Il consiglio dei ministri – secondo quanto riportato dal portale La legge per tutti – starebbe già valutando di approvare il testo in questi giorni per inviarlo alle Camere. Concluso l’iter parlamentare, il testo tornerà al Governo che dovrà emettere il decreto definitivo.

Il punto sulla mobilità elettrica in Italia. Secondo una ricerca, realizzata dal Centro studi Continental nel mese di luglio 2015, in Italia circolano 3.430 auto elettriche, un’inezia rispetto ai circa 37 milioni di autovetture tradizionali in circolazione. Dai dati emerge però che vi sono alcune realtà locali, province e regioni, che sono più sensibili al tema della mobilità sostenibile rispetto alle altre. Su tutte si distinguono le città di Roma e Milano, che dispongono da un lato di una rete di punti di ricarica (essenziali per la diffusione di queste vetture) e dall’altro hanno promosso normative sulla circolazione particolarmente rigide che premiamo chi utilizza veicoli a zero emissioni, come le auto elettriche.

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