Daniele Belardinelli, chi era l’Ultras ucciso a Milano: dallo schiaffo a Sogliano alle medaglie vinte nella “scherma corta”

FUORI DALLO STADIO — Sposato, padre di due figli, nel Varesino era conosciuto anche per i suoi successi con la Fight Accademy di Morazzone nella “scherma corta”. Campione in tutte le specialità di gara, “coltello”, “giacca e coltello” e “capraia”. Belardinelli era socio di una ditta di pavimentisti e piastrellisti con sede nel Canton Ticino. “Amava il calcio, ma non ne parlavamo molto perché io tifo Juventus e lui tifava Inter, non so cosa dire, era un ragazzo solare”. Sono le parole di uno zio di Daniele Belardinelli. “Ci incontravamo ogni tanto perché tutti e due lavoravamo nell’edilizia – ha proseguito lo zio -. Non so cosa sia successo, ho saputo la notizia dal telegiornale”.

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