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Luciano, Antonio, Gaetano e adesso Daniele. Sono solo quattro tra gli oltre trecento morti di cancro dopo essere rientrati da missioni all’estero. A poco più di un anno dalla morte di Gaetano Luppino, l’ex sottufficiale dei carabinieri di Savona contaminato dall’uranio impoverito nel 2004, nel corso di una missione in Bosnia e Kosovo, una nuova tragica notizia legata a quelle stesse missioni colpisce il mondo delle stellette.

Ancora un militare morto dopo aver partecipato a missioni in territori bombardati da munizioni all’uranio impoverito: questa volta è toccato a Daniele Nuzzi, originario di Soverato (Catanzaro), 48 anni appena. Il suo decesso è stato comunicato dall’Osservatorio Militare, secondo cui Nuzzi sarebbe la vittima numero 365

Gaetano Luppino assieme ai suoi colleghi in uno dei suoi ultimi giorni di vita

Il Maresciallo Nuzzi aveva prestato servizio per molti anni a Forlì e nella stessa Forlì gli gli era stata diagnostica la malattia. Aveva partecipato a numerose missioni all’estero tra le quale nella ex Bosnia come parà del Reggimento Carabinieri Paracadutisti del Tuscania. Proprio in Bosnia sarebbe entrato a contatto con uranio impoverito, una contaminazione che lo avrebbe, secondo le notizie diffuse in queste ore sul web, condotto alla morte.

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Il Maresciallo Maggiore Daniele Nuzzi

“Un altro decesso si aggiunge alla lista sempre piu’ lunga di militari morti per cancro al rientro dalle missioni e la necessita’ di arrivare ad una soluzione e’ affidata ad una proposta di legge sempre piu’ osteggiata dall’apparato militare. Le famiglie ed i malati sono stanchi! Basta prendere in giro od illudere persone che soffrono, la questione uranio va affrontata e risolta la legge c’e’ e va approvata, perche’ non si va avanti?” Sono queste le parole di Domenico Leggiero, dell’Osservatorio Militare.

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“Dopo varie missioni in territori bombardati con l’uranio impoverito, rientra in Italia e si ammala. Ovviamente – sostiene Leggiero – gli viene negato tutto dall’amministrazione militare e solo dopo qualche anno, attraverso il legale dell’osservatorio, Angelo Fiore Tartaglia, ottiene il riconoscimento di vittime dal dovere.

Antonio Attianese durante una missione all’estero

Al momento aveva ancora in corso il procedimento giudiziario per il riconoscimento di un adeguato risarcimento. Ma la malattia c’e’, e come tutti i soldati colpiti, la vita diventa un filo sottile al quale attaccarsi. Daniele si affida alle cure di un oncologo che dice di curare queste patologie con sistemi innovativi e particolari. Daniele dice di star bene e viene definito il paziente ‘zero’. Daniele e’ morto ieri”.

Solo pochi mesi fa, sull’argomento si era chiaramente espresso il ministro Trenta- LEGGI ANCHE: Soldati italiani tra doveri (tanti) e diritti (pochi). Il ministro Trenta fa sul serio: “tutelare la salute dei militari”

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