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Niente “super-canguro”. Il testo taglia-emendamenti ideato dal parlamentare Andrea Marcucci è stato cassato con il decisivo contributo del Movimento 5 Stelle. Questo significa soltanto una cosa: il ddl Cirinnà è ora a rischio. Tra rinvii, imbarazzi ed emendamenti che verranno discussi pazientemente, il risultato finale potrebbe essere assai diverso da quelli che erano i piani stessi di Monica Cirinnà. Non è un caso che proprie lei, fiutando l’aria, abbia fatto sapere di voler ritirare la firma e abbandonare la politica nel caso “la legge diventi una schifezza”. Tradotto: venga modificata e snaturata nei prossimi passaggi. Prospettiva che, esautorato il “super-canguro”, sembra ormai davvero probabile. Anzi, scontata.
Uno su tutti: l’emendamento che stralcia la stepchild adoption, in italiano adozione del figliastro, potrebbe passare. In fondo a volerlo è una parte della maggioranza, quella rappresentata dai Cattodem, che potrebbe contare sulla sponda dell’opposizione del centrodestra e probabilmente di buona parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle.
Dunque il ddl Cirinnà rischia di saltare. Chi l’avrebbe detto.
In realtà la regia occulta è proprio dei grillini, che hanno saputo tenere in scacco la maggioranza con maestria. Erano e sono loro ad assicurare i numeri in parlamento, quindi a poter tenere in pugno una maggioranza che scricchiola a sinistra (gli anti-renziani non vedono l’ora di fare uno scherzetto) e al centro (catto-dem ed Ncd non vedono per nulla di buon occhio il disegno di legge in discussione).
Il Movimento 5 Stelle lo sa, lo sa anche Grillo. E l’hanno fatto vedere. Prima, i parlamentari più influenti del Movimento di Casaleggio hanno fatto sapere che se fosse saltata la stepchild adoption avrebbero ritirato l’appoggio al ddl Cirinnà. Un modo per tastare il terreno e far capire che dai loro voti dipende tutto.
Poi il contrordine di Grillo: libertà di coscienza perché “non ci siamo mai consultati sulla stepchild adoption”. L’esatto contrario di quanto sbandierato dagli stessi pentastellati fino al giorno prima.
Ed ora, il capolavoro assoluto: niente super-canguro. Gli emendamenti si discuteranno e si voteranno, rischiando di snaturare del tutto il testo di partenza, scontentando la stessa Cirinnà. Una legge senza estensore.
Ancora presto per azzardare ipotesi su quello che succederà. Probabilmente il Movimento 5 Stelle assicurerà il suo appoggio alla maggioranza, chiedendo qualcosa in cambio. Quanto sia importante questo appoggio, i pentastellati l’hanno ormai fatto capire. Da perfetti democristiani di lungo corso.
Probabilmente, dopo Bersani e la Cirinnà, il Pd non sottovaluterà più l’abilità politica dei 5 Stelle.
Per Unioni Civili, come in passato per Dico e Pacs, rivolgersi altrove. Pd e centrosinistra brancolano nel buio.

Roma, 18 febbraio 2016

Riccardo Ghezzi

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