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Cade l’accusa di omicidio che la Procura di Roma e il gip avevano contestato ad Alinno Chima e Brian Minteh, due degli extracomunitari arrestati dalla polizia nei giorni scorsi in relazione alla morte della 16enne di Cisterna di Latina, Desiree Mariottini, trovata senza vita in uno stabile abbandonato in via dei Lucani.

E’ stata annullata l’accusa di omicidio volontario per due delle persone arrestate per la morte di Desirée Mariottini. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame per Chima Alinno e Brian Minthe. Accogliendo le istanze della difesa, il Tribunale della libertà ha inoltre derubricato l’accusa di violenza sessuale di gruppo ad abuso sessuale aggravato dalla minore età della vittima e riconosciuto per entrambi il reato di spaccio. I due restano quindi in carcere.

“Sono contenta per il mio assistito. Alla sua innocenza, anche alla luce delle indagini svolte, ho sempre creduto. Mi dispiace perché le indagini condotte in tal modo rischiano di non rendere giustizia a quella povera ragazza”, ha detto l’avvocato difensore di Alinno Chima, commentando la decisione del tribunale del Riesame.

Per mercoledì 14 novembre è invece prevista l’udienza del Riesame per Mamadou Gara, il terzo arrestato, e l’interrogatorio di garanzia del quarto, un pusher italiano che avrebbe ceduto la dose letale alla 16enne.

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