Diffamò Equitalia, chiesto il processo per Maradona

Diffamò Equitalia, chiesto il processo per Maradona

21 Gennaio 2015 – Il suo gesto dell’ombrello durante una puntata di “Che Tempo che fa” è rimasto negli annali della televisione. Diego Armando Maradona non è certo uno che ha paura degli eccessi. E da quando è finito nel mirino del fisco italiano non ha perso occasione per attaccare a testa bassa. Lui dopotutto si è sempre dichiato innocente. Anche se stavolta i suoi eccessi potrebbero costargli caro.

Il gup del tribunale di Roma Chiara Giammarco, infatti, dovrà decidere il prossimo 18 marzo se rinviare a giudizio per diffamazione l’ex attaccante del Napoli accusato dalla procura di aver offeso con una serie di dichiarazioni rese tra il maggio e il giugno del 2012 la reputazione di
Equitalia e del suo presidente dell’epoca Attilio Befera. Al Pibe de Oro il pm Nicola Maiorano ha contestato di aver detto ripetutamente (tra interventi pubblici e interviste a organi di stampa) “di essere vittima di una strumentale persecuzione da parte di Equitalia sulla base di documentazione falsa e di procedure irregolari che lo aveva portato vicino a gesti irreparabili, come accaduto ad altre persone”.

Equitalia, attraverso gli avvocati Emilio Ricci e Antonella Follieri, si costituirà parte civile ritenendosi vittima di “un’ampia e denigratoria campagna di stampa” che l’ha rappresentata come “un Ente ingiusto, prevaricatore e volto a esasperare le difficoltà economiche dei contribuenti meno abbienti, definiti vittime del sistema fino a essere condotti al suicidio”. Le parole di Maradona, secondo i legali di Equitalia, sono apparse lesive della reputazione oltre che indimostrate e gratuite, per “aver alimentato anche quel clima di aggressione che si e’ creato attorno all’Ente culminato con una serie di gravi attentati ai danni della dirigenza e del personale”.

La replica. Ed è attraverso l’avvocato Pisani che arriva la risposta di Maradona: “Non esiste alcuna violazione e tantomeno alcuna diffamazione”. “Maradona – spiega il difensore – ha solo legittimamente esercitato, e nelle sedi competenti, il suo diritto di difesa e di denuncia della sua nota innocenza ed estraneità ad addebiti inesistenti. Per anni è stato una vittima mediatica di ingiuste ed infondate pretese e pertanto il suo invocare giustizia e respingere addebiti illegittimi è scriminato dal diritto di denuncia”. In ogni caso, secondo Pisani, “a valutare la denuncia di Equitalia non può essere il tribunale di Roma perché le dichiarazioni contestate dalla procura sono apparse su un giornale che viene stampato in altra città”.

(fonte Iltempo)

A.P.