Disturbo post traumatico da stress e suicidi, il virus silenzioso che colpisce le forze dell’Ordine. In USA si studia una legge

Gli agenti delle forze dell’ordine (di tutto il mondo) soffrono un’epidemia silenziosa. E non intendiamo il virus.

IL CASO AMERICANO – Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) dovuto all’esposizione professionale è in aumento tra gli ufficiali dei dipartimenti a livello nazionale.

Secondo un database del Center for Disease Control, spiega lawenforcemettoday, 16 su 100.000 agenti di polizia in America soffrono di un certo livello di PTSD. Inoltre, i tassi di suicidio sono più che raddoppiati negli ultimi anni. Ed è opinione diffusa che i tassi di suicidio siano sottostimati.

Anni fa, se un ufficiale stava lottando con la sua salute mentale, si legge sulla testata giornalistica, tendevano a farlo privatamente. Molti tenterebbero di auto-medicarsi con medicinali o addirittura con l’alcol.

I tempi stanno iniziando a cambiare, ma c’è ancora quello stigma e la paura che impedisce ad alcuni che ne hanno bisogno, di cercare aiuto.

Molti sperano che un nuovo disegno di legge firmato dalla presidenza Trump aiuterà a combattere il fenomeno.

Il 7568 H.R., il Public Safety Officer and Support Act, è stato introdotto come un modo per aiutare ad aumentare l’ammissibilità di alcuni agenti o dei familiari superstiti, per le prestazioni in seguito ad infortunio e invalidità dovuti al servizio.

In un recente appunto pubblicato dal National Fraternal Order of Police a Washington, DC, il presidente Patrick Yoes ha spiegato che i funzionari delle forze dell’ordine e altri funzionari della sicurezza pubblica corrono un rischio maggiore di sviluppare PTSD o altre condizioni di salute mentale correlate. Questo tasso scioccante è poco meno del 26%.

In una lettera alla Camera dei rappresentanti

“Gli uomini e le donne coraggiosi che servono le nostre comunità come agenti delle forze dell’ordine si mettono in pericolo quotidianamente. Come professione, stiamo facendo un ottimo lavoro nel proteggere la sicurezza fisica dei nostri ufficiali fornendo loro strumenti come armature anti-balistiche, ma troppo spesso non siamo riusciti a riconoscere o affrontare l’enorme stress mentale che i nostri ufficiali sopportano come conseguenza del loro servizio. ”

Ci sono alcune statistiche che stanno emergendo che mostrano che un ufficiale delle forze dell’ordine sperimenterà più eventi traumatici in un periodo di sei mesi, ovvero molto più di quanto una persona media vivrà durante la sua intera vita.

Nel 2019, lo studio Blue H.E.L.P ha mostrato che 228 ufficiali sono morti per suicidio negli Stati Uniti, cioè più del doppio della media di morti in servizio nello stesso anni.

Con la nuova legge, sono stati individuati circa 7,5 milioni di dollari in fondi di sovvenzione che dovrebbero essere assegnati per aiutare a combattere all’interno delle forze dell’ordine americane la crisi della salute mentale.

Con l’approvazione del Public Safety Officer e del Support Act, i funzionari che ricevono la diagnosi di PTSD , saranno idonei a ricevere le prestazioni in uno stato di “lesione personale”. Questo è un gran passo avanti, anche perchè sovente, in questi casi, la paura maggiore per gli appartenenti alle forze dell’ordine è quello di perdere il lavoro.

L’introduzione di questo disegno di legge porta a conferma di fatti noti ma mai davvero discussi a dovere:   l’esposizione cronica e ripetuta a eventi traumatici, nonché il continuo stress mentale, porta l’ufficiale di polizia alla possibilità di disturbi traumatici o altre caratteristiche lesioni per la salute mentale.

Il cambio di paradigma: l’aiuto

La speranza è che questo disegno di legge incoraggi la polizia americana a chiedere assistenza prima di arrivare ad eventi choc durante servizi particolarmente stressanti, magari nei confronti del cittadino o addirittura al suicidio.

Il primo timore di ogni agente, in ogni parte del mondo, è che la richiesta di aiuto possa portare terapeuti e quindi dirigenti dei più disparati corpi a rivalutare l’idoneità ai servizi con conseguenti ricadute nell’aspetto economico e sociale del lavoratore.

Questo disegno di legge dovrebbe consentire agli agenti di cercare forma di trattamento adeguata allo stato di salute,  ambulatoriale o addirittura con ricovero presso i dipartimenti di salute mentale, appoggiati da fondi di compensazione, consentendo il trattamento fino, si spera, il superamento della crisi o della malattia correlata alla salute mentale come “lesione personale”.

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