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Prato, azienda dona bonus Natale di 3mila euro a tutti i dipendenti

RATO. Altro che pacco di Natale con panettone, pandoro e spumante. O meglio, un panettone i trenta dipendenti dell’azienda Biancalani lo hanno avuto quest’anno come ceppo natalizio.

sarà di sicuro buono, artigianale, prodotto da una pasticceria del territorio. Ma non è quello il regalo più sostanzioso.

La favola di Babbo Natale s’è materializzata in un “bonus” aggiuntivo che pochi giorni fa è entrato nelle tasche dei lavoratori insieme alla tredicesima, un bel po’ di più rispetto al premio di produttività (allora di mille euro)

che fu erogato quattro anni fa ai dipendenti di questa solida realtà del meccanotessile pratese: l’azienda non fa sapere l’importo esatto ma da altre fonti apprendiamo che il premio ammonterebbe a quasi tremila euro.

COMPLEANNO SPECIALE

Non un’azienda a caso: la Biancalani nel 2017 ha spento ben sessanta candeline.

Non capita tutti i giorni di raccontare storie di aziende di così lungo corso che hanno saputo cavalcare l’onda lunga della crisi uscendone con le spalle più robuste di prima:

d’altro canto, ora a Prato nel comparto del meccanotessile gli ordini si moltiplicano e nel 2017 i volumi di export e produzione hanno sorriso (+4,3% e +5,5% rispetto al 2016, secondo gli ultimi dati di Confindustria Toscana Nord).

Così, in questo caso, il regalo per il suo 60° compleanno la Biancalani ha deciso di farlo alle maestranze, quelle che tutti i giorni mettono il cuore nel lavoro di produrre i macchinari destinati soprattutto per l’estero.

«Teniamo molto ai rapporti con i dipendenti e da sempre coltiviamo buone relazioni sindacali – spiega il presidente del cda Rossano Biancalani – Un’azienda è fatta di persone, che siano titolari e dipendenti:

ci muoviamo tutti nella stessa direzione. Se il lavoratore sta bene, l’azienda è la prima a beneficiarne».

 

 

ALLA CONQUISTA DEI MERCATI

Correva il 1957 quando la Biancalani iniziò a produrre macchinari per il finissaggio dei tessuti: a guidarla ora sono Rossano, Rossana e Massimo, figli del fondatore Fiorenzo.

Con la seconda generazione al timone dell’azienda, le macchine made in Prato con nomi evocativi come Airo (il macchinario più conosciuto brevettato nel 1985 che trasporta il tessuto in un getto d’aria),

24 con la sua mano soffice e Brio 24 per asciugare e stabilizzare tessuti a maglia, hanno conquistato mercati come la Turchia, l’India, il Pakistan e la Cina.

Fu proprio l’internazionalizzazione a far uscire l’azienda dal tunnel della crisi che l’aveva colpita nel 2008, come del resto altre realtà del meccanotessile.

AI DIPENDENTI ANCHE BUONI ACQUISTO

Ma nove anni dopo la musica è cambiata tanto che negli ultimi due anni sono state assunte persino dieci persone nello stabilimento di via Menichetti.

E non è escluso che nel 2018, aumentando la capacità produttiva, possano arrivare nuove assunzioni. Ma il premio di produttività

 

Da sinistra, Massimo, Fiorenzo, Rossana e Rossano Biancalani

 

è stato possibile grazie alla firma di un accordo per l’integrativo aziendale avvenuta nell’aprile scorso con l’avallo dei sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil.

Non finisce qui. Recependo il nuovo contratto dei metalmeccanici siglato a livello nazionale un anno fa,

nel 2017 Biancalani ha erogato ai suoi dipendenti la prima delle tre tranche di buoni d’acquisto pari a 150 euro a lavoratore, che diventeranno 200 nel 2018 e 250 nel 2019.

Voucher da spendere in una rete di negozi convenzionati, un altro modo per ricompensare i dipendenti per il loro risultato.

Fonte: ilTirreno

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