Donne in pensione come gli uomini dal 2018: a 66 anni e 7 mesi. Si studia bonus per chi accudisce figli e genitori disabili

L’ipotesi del bonus in contributi per chi accudisce figli e genitori disabili
E infatti il governo sta studiando una mossa più forte: la possibilità di riconoscere, a certe condizioni, il lavoro di cura svolto dalle donne, per i figli o per i genitori disabili, facendolo valere ai fini della pensione con lo Stato che versa al posto loro i relativi contributi. La riflessione è in corso, l’esito ancora incerto. Ma se questa dovesse essere la scelta, ci sarebbero paletti stretti per evitare comportamenti opportunistici. Non basterebbe avere un figlio per avere un anno di contributi gratis, tanto per capirsi.

Il bambino o l’anziano del quale la madre si prende cura, dovrebbe avere un’invalidità totale. La madre dovrebbe essere disoccupata in quel periodo, e quindi il meccanismo sarebbe sganciato dalla legge 104, sui permessi ai lavoratori per l’assistenza dei familiari. Quanto agli anni, o ai mesi, di contributi riconosciuti il discorso è ancora tutto da fare. Ma anche un riconoscimento limitato sarebbe una piccola rivoluzione.

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