Dopo la Calabria anche la Lombardia sfida il governo: “togliamo le nostre restrizioni”

“Noi non proporremo delle ordinanze che vadano ad allargare quanto previsto dal Dpcm, elimineremo tutte le restrizioni che avevamo posto”.

Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana a 7 Gold, parlando della Fase 2. Dal 4 maggio “sostanzialmente noi allargheremo nel senso di rinunciare a tutte le nostre limitazioni” ha detto il governatore, spiegando che “riapriamo alberghi, uffici professionali, mercati all’aperto e al chiuso” ma solo per i generi alimentari. “Noi allargheremo dove avevamo ristretto”, ha sottolineato.

Fontana ha fatto sapere che dopo un mese di difficoltà “ora ci sono le condizioni per andare a incassare l’anticipo della cassa integrazione in deroga” garantito in Lombardia dalla Regione. E ancora: “Purtroppo con l’Abi le cose non sono andate benissimo perché nelle prime settimane c’erano discordanti interpretazioni, adesso però è stato definito ogni problema, tutto è chiaro. Ci sono stati mille inghippi, ma adesso mi sembra che siamo arrivati davvero alla conclusione”.

Riguardo le mascherine, il governatore ha detto: “Il tema è stato male impostato fin dall’inizio e continuerà ad essere male impostato”.

“Io sono convinto che si debbano tenere” anche all’aperto, ha ribadito Fontana spiegando di aver letto diversi pareri scientifici anche con diverse impostazioni. E tra questi “la diverisità è che qualcuno dice che servono poco altri tanto, ma comunque servono”, ha detto. “Non ci sono dubbi sul fatto che siano utili”. E parlando delle polemiche sul prezzo contingentato, ha aggiunto: “Come regione ne abbiamo distribuite un numero consistenze, è chiaro che non abbiamo le risorse e la possibilità di distribuirle a tutti i cittadini, bisogna fare una vendita contingentata, ma facendo capire che ci sono fare capire che ci sono ‘mascherine e mascherine. Non vedo per quale motivo prima della crisi c’erano mascherine che costavano 0.45, altre 2 euro e altre 3 euro e oggi debbano costare tutte 0,45, evidentemente si dovranno fare delle differenziazioni a seconda del tipo”. “Bisogna evitare la speculazione, ma anche evitare che chi le produce le produca in perdita”.

Fonte: Il Giorno

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