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Sul Wall Street Journal il politologo si schiera a favore dell’investitore immobiliare giudicando “una follia” l’atteggiamento che gran parte dell’opinione pubblica statunitense ha nei suoi confronti

trump

La paura che stampa e establishment repubblicano hanno di Donald Trump è del tutto irrazionale. Sul Wall Street Journal il politologo Edward Luttwak, si schiera a favore dell’investitore immobiliare americano giudicando “una follia” l’atteggiamento che gran parte dell’opinione pubblica statunitense ha nei suoi confronti. Secondo lo studioso nelle primarie di quest’anno si sta riproponendo quanto già successo nel 1980, quando il candidato repubblicano di allora, Ronald Reagan, venne accusato di ogni nefandezza, sottolineando come una sua elezione avrebbe innescato un olocausto nucleare per il suo rifiuto della dottrina di “mutua distruzione assicurata”, su cui poggiava il deterrente atomico del paese.

L’assenza di buone maniere del miliardario candidato per la leadership repubblicana nella corsa alla Casa Bianca “sarà anche sconcertante – scrive Luttwak –, ma da presidente la sua politica estera difficilmente devierebbe dagli standard conservatori”. A rischiare una delusione, continua, “è soltanto chi crede che gli Usa dovrebbero inviare truppe in Siria per cessare in qualche modo un barbarico conflitto civile”, o “inviare truppe in Libia per disarmare miracolosamente le milizie”. Un ipotetico presidente Trump “non farebbe nulla di tutto questo”, ed anzi, “rifiuterebbe di intervenire ovunque nel mondo mussulmano, dove le truppe Usa finiscono inevitabilmente attaccate da chi tentano di proteggere”.

Roma, 11 marzo 2016

fonte IlFoglio

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