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processionariamestreAllarme processionaria sul Monte Subasio e in tutta l’Umbria, ovvero le larve delle farfalle altamente urticanti e possono provocare gravi reazioni allergiche e infiammatorie sia negli animali che nell’uomo.

I nidi della specie più diffusa, la processionaria del pino, si presentano in forma di grosse masse bianche o marroncino chiaro, sericee e globose, localizzate soprattutto nei rami più alti ed esterni, vengono costruiti in inverno tra dicembre e febbraio e questo è il momento potenzialmente più pericoloso dal punto di vista sanitario, poiché i peli urticanti presenti sul corpo dei bruchi si staccano facilmente e possono essere trasportati anche dal vento.
I nidi della processionaria della quercia invece hanno forma appiattita e possono essere localizzati alla base delle piante, lungo il tronco oppure sui rami principali.

La raccomandazione è di tenere gli animali lontani dai bruchi e dai nidi, per evitare loro delle orribili conseguenze (Perugia Today)

Esistono circa 40 differenti specie di processionaria: le più diffuse in Italia sono, secondo la nomenclatura scientifica, la Thaumetopoea pityocampa (processionaria del pino) e la Thaumetopoea processionea (processionaria della quercia).

Di seguito ne saranno trattate le principali caratteristiche (nella sezione approfondimenti è possibile avere informazioni più dettagliate). E’ uno degli insetti più distruttivi per le foreste, capace di privare di ogni foglia vasti tratti di pinete durante il proprio ciclo vitale. Le pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma è facile trovarne anche presso larici e cedri. – TUTTO QUELLO CHE C’E DA SAPERE SU  PROCESSIONARIA.IT

28/2/2016

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