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Morto all’età di 91 anni, era ricoverato da settimane per curare un’infezione a un polmone. Il suo successore sarà il principe ereditario Salman Bin Abdulaziz

E' morto il re saudita Abdullah bin Abdulaziz.
23 Gennaio 2015 – Il re saudita Abdullah bin Abdulaziz è morto all’età di 91 anni in un letto d’ospedale. Da settimane era ricoverato per curare un’infezione a un polmone. Il suo successore sarà il principe ereditario Salman Bin Abdulaziz. La notizia è stata diffusa alle prime ore di questa mattina dal canale televisivo di Stato. Prima dell’annuncio, sul web e sui social network erano circolate notizie contrastanti. La conferma è poi arrivata nel momento in cui la tv di Stato ha trasmesso dei versetti coranici, pratica che coincide con l’annuncio della morte di un reale di alto livello.

Immediate le reazioni da parte della comunità internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso il suo cordoglio per la morte del re saudita elogiandone la “fede incrollabile”, l’impegno profuso per il mantenimento di buone relazioni con gli Stati Uniti e gli sforzi per garantire la stabilità e la sicurezza in tutta la regione del Medio Oriente. Mentre il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato che lascerà il World Economic Forum di Davos, in Svizzera, per recarsi in Arabia Saudita a porre i suoi omaggi alla famiglia reale saudita. Il re Abdullah bin Abdulaziz era stato il primo capo di Stato a congratularsi con il generale dopo la caduta nel luglio del 2013 dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi.

Il profilo del Re saudita

Nominato re nel 2006, Abdullah bin Abdulaziz aveva già assunto la guida del Paese da dieci anni sostituendo il re Fahd, colpito da un ictus. Sulla sua età non si hanno notizie ufficiali, anche se in molti ritengono sia nato nel 1924. Abdullah aveva circa una dozzina di mogli ed era padre di più di 30 figli.

Deceduto al suo decimo anno di reggenza del Paese, Re Abdullah bin Abdul Aziz passerà alla storia come un cauto riformatore, benché forse non tutti in Arabia Saudita concorderanno con questa definizione. A lui si deve l’introduzione della più importante riforma politica per la regolarizzazione del processo di successione al trono. Nel 2007 con notevole lungimiranza il Re aveva stabilito l’istituzione di un Consiglio della famiglia reale per concordare la successione (Haya al-Ba’yah).

L’altra innovazione politica apportata da Abdullah bin Abdulaziz è stata rappresentata da una serie di concessioni nei confronti delle donne. Nel 2011 ne nominò 30 all’interno del Consiglio della Shura. Successivamente promise l’estensione del voto anche alle donne in vista delle elezioni municipali del 2015. Tra gli obiettivi primari del suo governo c’era anche l’aggiornamento del sistema educativo. Nel 2009 Abdullah bin Abdulaziz inaugurò la King Abdullah University for Science and Technology (KAUST): un investimento nella ricerca scientifica da circa 10 miliardi di dollari e un’isola di progresso dei costumi sociali che non ha eguali nel Regno (l’istituto infatti non impone la segregazione sessuale che in Arabia Saudita vige praticamente ovunque né un particolare codice per l’abbigliamento in pubblico).

Alleato fedele degli Stati Uniti, in questi anni Abdullah bin Abdulaziz ha sostenuto la lotta condotta da Washington contro Al Qaeda e il terrorismo internazionale, schierandosi in prima linea per il contenimento dell’Iran e delle altre potenze sciite in Medio Oriente.

Il successore Salman bin Abdul Aziz

Il suo successore è l’ottantenne principe ereditario Salman bin Abdulaziz al Saud, figlio anche lui del fondatore del Regno, Abdul Aziz al Saud e membro dei cosiddetti “sette sudairi” (ovvero uno dei sette figli nati dalla moglie preferita del Re Hussa bint Ahmad Sudairi), uno dei clan più potenti in Arabia Saudita. Salman era stato nominato ministro della Difesa nel 2011, mentre in passato era stato governatore di Riad, oggi metropoli di 20 milioni di abitanti.

La grande influenza di Salman in Arabia Saudita e Medio Oriente è legata ai grandi affari gestiti dalla sua famiglia, che includono tra gli altri investimenti anche il possedimento di una quota del giornale panarabo Al-Sharq Al-Awsat.

Tuttavia le sue precarie condizioni di salute (di recente è stato colpito da un infarto) e la sua età avanzata non danno certezze sulla stabilità della sua successione. Ragion per cui diversi mesi fa il Re aveva già nominato come secondo principe ereditario in linea di successione dopo Salman il principe Muqrin, il più giovane tra i figli di Abdul Aziz, ex capo dell’intelligence saudita nonché suo stretto alleato. Questi fattori potrebbero riservare a Re Salman un limitato impatto sulla scena nazionale. Il nuovo monarca potrebbe infatti non avere né intenzione né modo di accelerare le trasformazioni politiche e sociali che erano state avviate dal suo predecessore. In Arabia Saudita il trono era stato finora sempre assunto dai figli del primo Re, Abdul Aziz Al Saud. Il principe Muqrin, adesso erede al trono, è invece l’ultimo dei fratelli. Aspetto questo che in futuro potrebbe innescare contese familiari e tra clan sulla successione alla trono dopo di lui.

di Marta Pranzetti
www.lookoutnews.it

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