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Torino – Le circa duecento persone che sabato sono state bloccate dalla polizia a Torino prima che potessero unirsi ai cortei anarchici erano “pericolosissimi componenti del cosiddetto blocco nero, l’ala più violenta della galassia anarco-insurrezionalista internazionale”. A dirlo è il questore, Francesco Messina, che ha spiegato come il gruppo fosse in possesso di “un vero e proprio arsenale” con cui scatenare “un’opera di devastazione”. “Speriamo che i giudici non facciano sconti a nessuno”. E’ quanto ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, parlando del caso degli anarchici denunciati dopo aver manifestato “con caschi e passamontagna” contro lo sgombero del centro sociale “Asilo” a Torino.

I 200 black bloc – si legge su repubblica.it – sono stati costretti ad abbandonare il materiale che avevano portato per la battaglia. La polizia ha sequestrato bocce di metallo, bottiglie piene di benzina per costruire molotov, strumenti per oscurare le telecamere, mazze e uova piene di vernice. Ma anche 143 di maschere antigas e 86 caschi.

“Era un arsenale che si portavano dietro per poi partire con la d un cenno prestabilito. È gente che non ha nulla a che fare con la libera manifestazione del pensiero. Questo non e protestare ed è bene prenderne atto”, dice ancora Messina criticando chi ha solidarizzato con quei manifestanti. “Io sono riconoscente ai miei funzionari, e all’arma dei carabinieri – conclude Messina – 1200 uomini, ieri, sono stati eccezionali. Hanno gestito mille manifestanti e tra questi 200 pericolosisismi devastatori che non dovrebbero stare in piazza ma in galera”

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