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Reggetevi forte, arriva il Monti-bis. Dopo le feroci critiche fatte da Lega e M5S al governo del Professore per la sudditanza all’Europa e la forte pressione fiscale che frenava la crescita, gli stessi protagonisti passati dall’altra parte della barricata introducono un provvedimento molto simile al superbollo. Quando se ne renderanno conto Salvini e Di Maio forse non gradiranno, ma tant’é.

Anzi, in questo caso la situazione è addirittura peggiore poiché il Decreto Salva Italia del 2011 metteva nel mirino le vetture con oltre 185 kW (250 cavalli), quindi tutte abbastanza potenti e costose. Lo strampalato bonus-malus, invece, acchiappa anche alcune versioni di auto popolari, quindi destinate alle gente comune (anche con soli 88 kW, cioè appena 120 cv). Il fatto che anche le famiglie fossero finite nel tritacarne del fisco ha fatto svegliare le coscienze nelle discussioni ministeriali e la soglia di CO2 per far scattare il malus è stata alzata da 150 a 160 g/km.

COME IL SUPERBOLLO – Di conseguenza la quota di mercato delle vetture colpite si abbassa ulteriormente, scende dal 5% a meno del 3%. A differenza di quanto avviene con il superbollo, però, restano nella rete vetture niente affatto esclusive, cioè premium o riservate ad una clientela in grado di spendere molto. Oltre agli automobilisti tassati ci è rimasto male anche il professor Monti perché gli è venuto in mente che se avesse chiamato ecotassa il suo balzello forse non gli sarebbero state rivolte così tante critiche. Sia come sia, il provvedimento che ha preso corpo dovrebbe partire dal prossimo primo marzo (scadrà a dicembre 2021) con una doppia soglia di incentivazione, a seconda se l’acquisto della nuova vettura ecologica viene accompagnato dalla rottamazione di una vecchia auto (Euro 4 o anteriore) o meno. Nel primo caso il bonus sarà di 6.000 euro per le elettriche (meno di 20 g/km di CO2) e 2.500 per le ibride (da 71 a 70 g/km), nel secondo di 4.000 euro per le auto 100% a batterie e 1.500 per quelle che recuperano energia, ma montano anche il motore termico.

C’è un limite di prezzo del veicolo nuovo che è di 45 mila euro più Iva, la cifra disponibile è di 60 milioni nel 2019 e 70 milioni sia nel 2020 che 2021. Per quanto riguarda i malus le fasce saranno quattro: 1.100 euro di tassa per emissioni di CO2 da 161 a 175 g/km, 1.600 euro da 176 a 200, 2.000 euro da 201 a 250 e 2.500 euro per chi va oltre quel limite. Nell’ambito della manovra sono stati inseriti anche 5 milioni di bonus per l’installazione delle colonnine di ricarica private (nei box). Veniamo alle principali vetture colpite dalla tassa tralasciando i marchi di lusso che hanno un motore generoso più o meno su ogni modello in gamma. C’è anche un altro aspetto che crea un certo imbarazzo: diverse di queste auto sono prodotte in Italia e se caleranno le vendite scenderà anche il fatturato, il Pil e l’occupazione. È possibile comprarsi una Fiat Tipo è pagare l’ecotassa. Vi sembra un modello di lusso? Si tratta di un’auto pensata per le famiglie. Lo stesso può accadere con la 500L, la Renault Megane e le Ssangyong XLV e Tivoli (quest’ultima ha un listino che parte da 18 mila euro).

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