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In aumento il distacco di Christian Solinas su Massimo Zedda. Per le proiezioni il vantaggio del candidato di centrodestra non è recuperabile

Scrutinate 1098 sezioni su 1.840. Il candidato del centrodestra Christian Solinas, spiega l’huffington post – è in vantaggio con il 47,6%, in vantaggio su Massimo Zedda (Centrosinistra) che, al momento, si ferma al 33% e su Francesco Desogus (M5s) con l’11,3%. Seguono Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) con il 3,17%, Mauro Pili (Sardi Liberi) con il 2,29%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) con l’1,84% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,63%.

Per quanto riguarda le liste e le coalizioni, dopo lo scrutinio di 746 sezioni su 1840, il centrodestra è avanti con il 51,98%, mentre il centrosinistra è al 30,48%. Il Movimento Cinque stelle si ferma, per ora, al 9,43%, il Partito dei Sardi è al 3,41%, Sardi Liberi al 2,10% Autodeterminatzione all’1,98% e Sinistra Sarda allo 0,59%. Riguardo i singoli partiti il Partito democratico è sempre il primo partito con il 13,14%, seguito dalla Lega al 12,06%. Il Partito Sardo d’Azione si attesta al 9,31%, mentre Forza Italia è fermo al 7,68%. Fdi è al 5,13% e Leu al 3,49%.

“Dalle politiche a oggi se c’è una cosa certa è che su sei consultazioni elettorali, la Lega vince 6 a zero sul Pd. Anche in Sardegna, dopo il Friuli, il Molise, Trento, Bolzano e l’Abruzzo i cittadini hanno scelto di far governare la Lega. E come in Abruzzo anche in Sardegna è la prima volta che ci presentiamo alle Regionali. Grazie a tutti quelli che hanno deciso di darci fiducia”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini commenta il voto in Sardegna.

La Lega, che debutta in Sardegna per la prima volta con queste elezioni, supera il 12% ma non sfonda rispetto alle aspettative: recupera infatti solo poco più di un punto sulle politiche di marzo. Forza Italia in netto calo: al 18% di cinque anni fa è passata al 14 delle politiche e ora si attesta sul 10%. Tra i partiti della coalizione di centrodestra, Fdi mantiene il 4% delle politiche confermando un +2% rispetto al voto regionale del 2014. Quanto al M5s, anche lui assente alle scorse regionali, si assiste ad un crollo sulle politiche di un anno fa: dal 42% al 9% circa di oggi.

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