Militare morto in caserma: “colpito mentre fuggiva”. Chiuse le indagini

Il giovane siracusano è deceduto nella caserma Gamerra di Pisa, sede del centro di addestramento dei paracadutisti, il 13 agosto 1999, e trovato senza vita solo tre giorni dopo

Il caso risale al 13 agosto ’99, quando il militare fu ritrovato senza vita

La polizia ha notificato a cinque persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari in relazione alla vicenda della morte del giovane allievo paracadutista della Folgore Emanuele Scieri, morto il 13 agosto 1999 nella caserma “Gamerra” di Pisa.

A distanza di 20 anni dalla morte è stata riesumata il 14 maggio 2019 nel cimitero di Noto (Siracusa), in presenza dei familiari, la salma del giovane Emanuele Scieri.

Sull’episodio la Squadra Mobile di Firenze e l’aliquota della Sezione di polizia giudiziaria Polizia di Stato, hanno svolto articolate indagini che già nell’estate del 2018 portarono all’esecuzione di una misura cautelare per omicidio.

A disporre la riesumazione della salma e la autopsia è stata la Procura di Pisa, nell’ambito della nuova inchiesta condotta dal 2018 dal procuratore capo Alessandro Crini e dal sostituto Sisto Restuccia.

Si tratta in questo caso dell’indagine della giustizia ordinaria, mentre quella militare le indagini le ha chiuse di recente ma con grande solerzia ha già una data fissata per l’udienza preliminare: il 17 luglio.

La ricostruzione

Secondo la ricostruzione della procura militare, Emanuele Scieri sarebbe stato costretto “ad arrampicarsi sulla scala di sicurezza della torre di prosciugamento dei paracadute, dalla parte esterna, con le scarpe slacciate e con la sola forza delle braccia”.

Durante la salita “veniva seguito dal Caporale che, appena raggiunto, per fargli perdere la presa, lo percuoteva dall’interno della scala e, mentre il commilitone cercava di poggiare il piede su uno degli anelli di salita, gli sferrava violentemente un colpo al dorso del piede sinistro; così facendo, a causa dell’insostenibile stress emotivo e fisico subìto, provocato dai tre superiori, Scieri perdeva la presa e precipitava al suolo da un’altezza non inferiore a 5 metri, in tal modo riportando lesioni gravissime”.

LEGGI ANCHE: “Ucciso in caserma, non fu suicidio” dopo 20 anni riesumata la salma del parà Emanuele Scieri

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche