Ennesima vittima tra i sanitari: infermiera senza vita in casa “era contagiata”

Solo due anni alla pensione, ma si è ritrovata a combattere e a morire nella trincea del Covid.

Genova – E’ la tragica fine di un’infermiera di 63 anni, Anna Poggi. Il figlio, spiega Il Secolo XIX, l’aveva ritrovata senza vita in casa.

Per fare luce sul caso – spiega Il Secolo XIX – il pm Valentina Grosso ha aperto un’inchiesta. E nelle ultime ore sono arrivati i risultati dell’autopsia: l’infermiera era positiva al Covid.

A confermarlo è l’esito del tampone. Un esame che, a questo punto, porta a due le vittime tra operatori sanitari del Villa Scassi. Nelle scorse settimane infatti aveva perso la vita il chirurgo Emilio Brignole, 68 anni, medico del pronto soccorso stroncato dal coronavirus.

Negativo, invece, il tampone eseguito, sul ragazzo di 26 anni L.F morto ieri mattina davanti ai genitori nella sua abitazione di via Bertora a Castelletto.

Il decesso del giovane, che soffriva di una malattia cronica ed aveva la febbre alta da 5 giorni, era stato al centro di polemiche per il mancato tampone. Divampano, intanto, dopo la morte dell’infermiera le accuse sulla gestione Covid al Villa Scassi «Non siamo in grado di dire che le prime due morti sono avvenute qui perché le condizioni sono peggiori che altrove.

Anzi, ci risulta che la situazione sia stata molto complicata pure negli altri ospedali – premette Maurizio Gualdi, segretario della funzione pubblica della Cgil –. Di certo c’è che il Villa Scassi ha avuto la massima pressione per ricoveri da Covid, che c’è stata una gestione dell’emergenza del tutto confusa e inadeguata da parte di Alisa, e carenze da parte dell’azienda nel reperimento dei dispositivi di protezione».