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Era il 24 settembre 2015 e Nicola Barbato era in servizio, sotto copertura, con il collega della Squadra Mobile Giuseppe Tuccillo. Entrambi si erano finti commessi in un negozio di giocattoli a Fuorigrotta, nei pressi della stazione della Cumana, per intercettare gli “esattori” della camorra, che lo avevano preso di mira. Tra questi, Raffaele Rende, che, stando alla sua versione dei fatti, avrebbe perso il controllo alla vista della pistola degli agenti, pensando di trovarsi di fronte altri due malavitosi.

I poliziotti, invece, hanno affermato di essersi qualificati fin da subito. In pochi attimi nasce una sparatoria, che vede ‘Lello’ Rende esplodere 7 colpi di pistola contro Barbato e Tuccillo e poi fuggire su uno scooter guidato da un complice, Roberto Gerard. Quest’ultimo sarà fermato il giorno dopo, mentre per Rende si dovrà attendere il sabato successivo. Il 24 settembre 2016 la condanna con rito abbreviato. Per Gerard 3 anni per tentata estorsione, 14 per Rende anche per il tentato omicidio.

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I colpi più grave li riceve proprio Nicola Barbato, costretto su una sedia a rotelle per le conseguenze gravi e permanenti di quella sera in cui si trovava solo a fare il proprio dovere. Dopo aver lottato tra la vita e la morte per molti giorni, però, ha riaperto gli occhi e, nonostante tutto, ieri ha potuto assistere al giuramento in polizia dei suoi due figli, Giovanna e Luigi.

La notizia del giuramento è stata resa nota ieri mattina dalla pagina social ‘Agente Lisa’, il servizio online della Polizia di Stato per comunicare con i cittadini: “A Napoli un appartenente alla camorra sparò a bruciapelo nella schiena di Nicola Barbato, poliziotto impegnato contro le estorsioni ai commercianti in servizio di appostamento anti-estorsione nei pressi della fermata della Cumana a Fuorigrotta, a Napoli. Era il 24 settembre 2015. L’agente, originario dell’Agro Aversano, ora è su una sedia a rotelle perché ha gravi e permanenti problemi di salute. Però Nicola non ha perso mai il sorriso. Tra Barbato e la famiglia della Polizia quel legame non si è mai rotto neanche dopo quella tragica notte perché i suoi figli Giovanna e Luigi hanno intrapreso la strada del padre: diventare poliziotti. Ora questi due ragazzi hanno frequentato il corso e hanno giurato fedeltà alla Repubblica insieme ad altri che hanno storie simili alle spalle. Nicola rientra tra le vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata e per i congiunti c’è la possibilità di arruolarsi con un iter diverso da quello dei concorsi”.

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