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Abbiamo visto ieri che ormai siamo in una vera e propria emergenza democratica su Facebook, il più famoso e diffuso social network al mondo, con oltre 1 miliardo di utenti al giorno e 1,8 miliardi di iscritti.

Non passa giorno infatti che non si verifichino “blocchi” di profili di utenti che non accettano di allinearsi al “mainstream” del pensiero unico omosessualista e gender: ultimi, in Italia, i profili Facobook di scrittori, come il medico Silvana De Mari, il giornalista Rai Danilo Leonardi, il filosofo Alessandro Benigni, il blogger Filippo Fiani, per non parlare dei blocchi in piena campagna referendaria al leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi ed a centinaia di altri utenti che ne condividono la visione politica.

Scrive Giovanni Bonini, medico ed attivista pro-family e pro-life: «Su Facebook, ma forse il termine più appropriato è “Fasciolibro”, è in atto, come non mai prima, una campagna intimidatoria e autoritaria, che impedisce la libera circolazione di idee, opinioni, ma anche dati scientifici, ricerche, studi etc. riguardanti la famiglia, la genitorialità, la procreazione, la sessualità, l’erotismo.
Facebook censura sistematicamente persone (studiosi, ricercatori, ma anche liberi pensatori) che affermano: che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre sia per essere concepito che per essere allevato, che la sessualità è biologicamente binaria (finalizzata alla procreazione e alla vita), mentre l’erotismo è poliedrico e non sempre sano, che alcune pratiche erotiche ed in certi ambienti portano ad un aumento vertiginoso di malattie importanti (dall’Aids, al cancro, ad altre patologie d’organo soprattutto a carico dei genitali e del tratto terminale dell’apparato digerente), che in certi ambienti con abitudini erotiche molto spinte vi è un maggior uso, rispetto alla popolazione generale di sostanze stupefacenti, ma anche di forme depressive, e di casi di suicidio.
Di affermazioni ve ne sono tantissime altre, spessissimo sostenute da dati scientifici, da studi sociologici, dal buon senso, ma tutto questo Facebook non lo accetta, e ritiene di chiudere la bocca, di censurare di mettere a bando tantissime persone.
Nessuna di queste persone ha mai offeso, denigrato o discriminato nessuno, ma espresso un lecito e libero pensiero, fra l’altro sostenuto non solo da dati, ma da numerosissime persone.
Facciamo un esempio i Gender study, sono studi nati in un cotesto ideologico filosofico, che vengono pubblicizzati come “scientifici”, ma di scientifico non vi è nulla, e non sono mai stati certificati come attendibili, eppure oggi guai dire il contrario.
Ancora: un bambino può essere cresciuto alla stessa maniera da una coppia composta da un padre e una madre, come da una coppia variamente assortita (due lesbiche, due omosessuali, un uomo ed un transessuale, due bisex etc etc etc), perché ci sono tantissimo studi che lo affermano: falso! la grandissima maggioranza di questi studi sono viziati da difetti di ricerca, e talvolta da contraffazione dei dati.
Ancora: nella popolazione omosessuale vi è una maggiore esposizione a cancro del retto, aids, malattie sessualmente trasmesse, incontinenza anale, infezioni dell’ano e del retto: dire una cosa come questa è discriminatoria ed offensiva pertanto non deve essere riportata.
Si potrebbe andare avanti ancora, ma la task force dei supervisori di Facebook (rigorosamente pro lgbt) è costantemente all’opera, e chiude profili a destra e a manca, impedendo la libera circolazione di idee e confronti. E’ questa la libertà che vogliamo? Io no».

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