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Esercito uguale disciplina? Forse una volta! L’allarme arriva direttamente dai vertici militari che illustrano, come tra i giovani, la situazione risulti disastrosa

Quante proposte, in questi anni, per tornare a parlare di educazione e disciplina? Si va dal reimpiego della leva obbligatoria allo studio dell’educazione civica nelle scuole fino all’introduzione del grembiule obbligatorio fin dalla più tenera età.

Ma questa “mancanza di discplina” è percepita o reale? Stando alla cronaca – basti pensare alle aggressioni ed il bullismo nelle scuole –  parrebbe reale, poi scopriamo che alcune statistiche rivelano che oltre la metà delle aggressioni subite dai docenti di scuole superiori non sono ad opera di alunni bensì dei loro genitori

Dunque? La mancanza di disciplina, manca soprattutto laddove spesso, la richiesta di disciplina, parte: la famiglia. E’ storia nota.

Meno noto è il resoconto del Generale Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore della difesa, sentito in commissione Difesa della Camera in un’audizione allarmante: dalla mancanza di disciplina delle nuove leve che entrano tra le fila delle Forze Armate, per poi abbandonarle subito fino all’elevata età media dei soldati in servizio

“l’età media elevata è in antitesi con la professione delle armi, che è caratterizzata da uno stress psico-fisico elevato e chiede al personale di operare in scenari estremi” ha detto il Generale. Vero. Anche questa è storia nota.

Ci si domanda, ad esempio, quanto abbia influito la riapertura dei concorsi nelle forze dell’ordine ai civili, non più obbligati a passare da uno a oltre tre anni, obbligatoriamente, nelle Forze Armate.

 

Ma il Generale illustra altri scenari o offre altre visioni: “la nostra società che sta cambiando, con un mutamento dei modelli educativi che comportano una certa difficoltà dei giovani a confrontarsi con l’autorità e ad adattarsi ad uno stile di vita più rigoroso e disciplinato”.

Altra nota dolente quando il Generale illustra la situazione “disciplina” tra i giovani che accedono alle Forze Armate: i numeri forniti in audizione sono allarmanti, in un decennio sarebbe raddoppiato il numero di giovani che presentano domanda di congedo entro i primi 15 giorni di arruolamento.

Manca il concetto di stile di vita disciplinato. Pesano le regole, pesa l’alzarsi presto la mattina, pesa il sacrificio, pesa il rispetto per l’autorità, pesa la lontananza da casa e pesa anche la mancanza di comfort.

Probabilmente, pesa anche il lato economico, a malapena un migliaio di euro, forse non sono uno stimolo sufficiente al sacrificio ed è per questo che l’amministrazione avrebbe chiesto a gran voce di alzare anche il tetto stipendi, almeno a 1200 euro al mese.

Un altro dei problemi è certamente riconducibile alla precarietà del ruolo e la difficoltà di ricollocamento interno alla fine della leva, dunque un’altra novità richiesta potrebbe essere il passaggio dalla classica formula della Ferma prefissata di tre anni ad un “3+3” con una successiva corsia preferenziale presso altre amministrazioni dello stato dopo il congedo. Staremo a vedere.

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