Estate al mare con il coronavirus, bocciata l’ipotesi plexiglass, arriva la nuova proposta: sì ai lettini distanziati

«Non pensiamo soltanto alla distanza tra ombrelloni e lettini – conferma Galli – Pensiamo anche al bar ristorante e alla distanza da tenere ai tavoli, gran parte delle entrate arrivano da lì. E poi le mascherine, non solo per il personale, ma anche per i clienti. Concettualmente la spiaggia è quanto di più distante ci possa essere dal distanziamento sociale, e questo è in virus con cui dovremo convivere per un ble po’, almeno su questo gli esperti sono d’accordo. Ne siamo consapevoli, sappiamo che sarà una stagione in perdita, ma qualcuno ci deve dire come possiamo aprire e come dobbiamo comportarci».

L’ipotesi dei gabbiotti in plexiglass avanzata da un’azienda modenese è, per Galli,«una stupidaggine. Al di là delle difficoltà logistiche legate all’installazione delle pareti divisorie, immaginiamo persone dietro una lastra di plexiglass sotto il sole, il calore, per non parlare del fatto che la lastra potrebbe anche essere pulita a inizio mattinata, ma dopo poche ore risulterebbe completamente appannata, tra sabbia e salino. E poi le mareggiate, le libecciate: si trasformerebbero in un pericolo».

Il distanziamento tra lettini e ombrelloni è, a oggi, l’unica soluzione percorribile per Galli: «Ne metterei giù meno, ma tanto verrebbero meno persone. Sappiamo che dall’estero il turismo si azzererà, e che eventuali clienti saranno quelli del turismo di prossimità, ma per quanto le persone abbiano voglia di andare al mare, resta il fatto che molti non avranno possibilità economiche per farlo, e che venire al mare senza poter fare quattro chiacchiere o pranzare con gli amici di sempre, una partita a carte, un bagno, o semplicemente prendere il sole senza mascherina, disincentiverà moltissime persone».