Estate al mare con il coronavirus, bocciata l’ipotesi plexiglass, arriva la nuova proposta: sì ai lettini distanziati

La previsione di Galli è di una stagione in cui il fatturato, per gli stabilimenti balneari, calerà del 70%: «Bisogna anche pensare ai costi, il canone demaniale, che non sappiamo se resterà lo stesso e cui deve pensare lo stato, e poi le tasse, la Tari prima tra tutte, ora solo sospesa e non cancellata. E poi il personale: per sanificare gli ambienti sarà necessario assumere operatori in più, specializzati, e noi abbiamo il nostro storico personale che di sicuro non possiamo lasciare a casa. Dovremo aprire – sentenzia Galli – perché non possiamo certo chiudere, il passaggio alla battigia tra l’altro deve essere garantito».

La stagione estiva, insomma, è sempre più un miraggio, non solo per chi il mare lo frequenta abitualmente, ma anche per chi con le spiagge lavora e vive: «Qualche giorno fa mi ha chiamato una cliente storica – conclude Galli – Aveva prenotato parecchi mesi fa per luglio, mi ha detto che il marito è mancato proprio per il coronavirus. Mi sono offerto di restituirle la caparra integralmente, dobbiamo ricordarci che a molti questa esperienza è andata nel peggior modo possibile, con la perdita della vita. Noi sappiamo che perderemo denaro, che sarà una stagione in perdita, speriamo soltanto che ci aiutino a perdere il meno possibile».

Fonte: GENOVATODAY