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Seggi aperti dalle 7.00 in 21 dei 28 Stati membri dell’Unione europea. Da giovedì, circa 418 milioni di cittadini in tutta Europa sono state chiamati a eleggere 751 membri del Parlamento europeo. Altissima l’affluenza al voto.

In Germania si è passati dal 24 al 29%, in Francia addirittura è il record di sempre: alle 12 aveva votato il 19,26% degli elettori, il 3,5% in più rispetto a 5 anni fa; alle 17 il balzo è ancora più vistoso 43,3 di votanti con segno più dell’8%. Anche in Danimarca il dato è in crescita, del 4% e in Romania del 6%.

In Polonia raddoppia passando dal 7 al 14%. Ma il dato più eclatante è quello della Spagna dove l’affluenza alle 12 è del 34% con un balzo di dieci punti rispetto al 2014.

Proiezioni, Ppe primo partito. Duro colpo per Popolari e Socialisti al Parlamento europeo, che sebbene rimangano la prima e la seconda forza perdono molti seggi rispetto alle precedenti elezioni del 2014.

Cinque anni fa ne avevano rispettivamente 219 i Popolari e 189 gli S&D, mentre secondo le ultime proiezioni ne avrebbero 173 i primi e 147 i secondi. Una possibile maggioranza potrebbe dunque vedere il Ppe alleato agli S&D e ai Liberali dell’Alde, che invece guadagnano: nel 2014 ne avevano 68 e oggi 102.

Francia, boom di Le Pen. Il Rassemblement national è in testa secondo tutti gli exit poll dei principali istituti di sondaggio in Francia, con previsioni di risultato finale fra il 23% e il 24,2%. La Republique en Marche di Emmanuel Macron è situata fra il 21,9 e il 22,5%. La lista Jadot (Verdi) è la sorpresa con una previsione di 12,5-13% di voti. I Republicains (destra) sono fra l’8 e il 9%.

Il Partito socialista con Place Publique di Raphael Glucksmann è testa a testa con La France Insoumise (sinistra radicale), con il 6,2-7%. Le altre liste non avranno deputati a Strasburgo. Sorpresa della lista Europe-Ecologie le Verts in Francia. Secondo le prime stime diffuse da France 2, i Verdi guidati da Yannick Jadot sono il terzo partito alle Europee, con il 12,8% dei voti, scavalcando la destra dei Republicains dati all’8,3%.

Socialisti e France Insoumise di Melenchon a pari merito con il 6,7%, entrambi oltre la soglia di sbarramento del 5%. Il capolista del Rassemblement National alle Europee, Jordan Bardella, dopo i primi exit poll parla di una «lezione di umiltà» per il presidente Emmanuel Macron.

Germania, Merkel prima ma in calo. Alle europee in Germania l’Unione Cdu-Csu di Angela Merkel si conferma il primo partito negli exit poll per le europee con il 27.5%, ma perde il 7,8%. L’Spd otterrebbe 15,6%, perdendo l’11,9%. Successo dei Verdi: arrivano al 20.5%, con un +9.8%, ben oltre le attese, e diventano il secondo partito.

L’AfD sta al 10.5%, +3,4%. Secondo i dati degli exit poll di Ard, i Verdi potrebbero addirittura arrivare al 22%. Quanto alle altre liste, la Linke sarebbe al 5,5% (-1,9), i liberali della Fdp al 5,5 (-0,6%). I populisti di destra dell’AfD crescono, ma meno di quanto si pensava nei sondaggi, che li davano al 13%.

Il crollo più significativo è quello della Spd, che pure un sondaggio della Bild di stamani dava appaiata ai Verdi. I Verdi tedeschi avrebbero sottratto un milione di voti ciascuno ai democristiani della Cdu ed alla Spd alle europee in Germania: si evince da una analisi
dei flussi elettorali presentata dalla Ard sulla base degli exit poll.

A pesare di più sul successo dei Verdi, che per la prima volta sono il secondo partito in Germania e che hanno registrato il massimo storico, sono stati i giovani elettori, di età compresa tra i 18 ed i 24 anni: il 27% di loro ha votato per gli ambientalisti.

L’AFFLUENZA

Per quanto riguarda l’affluenza a seggi, è in aumento nei principali Paesi europei. Oltre che in Francia (+4% rispetto al 2014), in Germania alle 14 la percentuale di persone che si è recata a votare era del 29,4% rispetto al 25,6% del 2014.

In Spagna numeri ancora più alti se confrontati con le Europee di cinque anni fa: l’ affluenza delle 14 infatti era del 34%, più alta di dieci punti percentuali rispetto al 2014. Boom in Ungheria, dove alle 15 l’ affluenza era pari al 30,52%, già più alta di quella complessiva di cinque anni fa.

In Francia affluenza record: alle 12 aveva votato il 19,26% degli elettori, il 3,5% in più rispetto a 5 anni fa. Anche in Danimarca il dato è in crescita, addirittura del 4% e in Romania del 6%. In Polonia addirittura raddoppia passando dal 7 al 14%. Ma il dato più eclatante è quello della Spagna dove l’affluenza alle 12 è del 34% con un balzo di dieci punti rispetto al 2014.

In Spagna affluenza al 34,71% alle 14. L’incremento rispetto al voto del 2014 è di quasi l’11%. Nelle elezioni di 5 anni fa, alla stessa ora, andò alle urne il 23,87% dell’elettorato.

Affluenza al 9,9% in Croazia, alle 11.30, per le elezioni europee. L’incremento rispetto all’ affluenza per le europee del 2014 è del 2%. In Slovenia, invece, affluenza dell’8,9% alle 11. Nel 2014, alla stessa ora, era dell’8,3%.

Affluenza al 19,7% in Romania, alle 13, per le elezioni europee. Alla stessa ora, nelle consultazioni del 2014, era andato alle urne il 12,4%. Il paese oggi vota anche per il referendum sulla controversa riforma della giustizia.

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