“Fabbrica gratis alla Samsung se viene a fare i televisori a Milano”. Carlo Vichi ci prova

Ha compiuto da poco 94 anni, ma non ha nessuna intenzione di andare in pensione. Carlo Vichi, l’industriale della televisione italiana a marchio Mivar, continua a sperare in un futuro occupazionale per il suo stabilimento.

Dopo vari appelli, caduti nel vuoto, ora torna a bussare alla porta di una società del settore: la sola rimasta a produrre componentistica elettronica. Lo ha fatto mettendo sul proprio sito un invito, in italiano e in inglese, rivolto nello specifico alla Samsung.

«Sono imprenditori asiatici – spiega il patron Vichi – e numeri uno nel ramo dei costruttori di componentistica elettronica. Il mio è un appello a rendersi conto dei vantaggi che potrebbero avere assemblando in Italia tre milioni all’anno dei loro televisori». Niente trattative. O se mai ci dovessero essere, saranno ridotte al minimo.

Sì perché le condizioni di un eventuale accordo Vichi le ha già messe nero su bianco: «Come Mivar concederemmo loro l’uso completamente gratuito di un complesso industriale unico al mondo a due passi da Milano, come pure il supporto necessario a una loro presenza in Italia.

Il Governo italiano darà il benvenuto a un’industria costruttrice di televisori. Adesso mi aspetto una risposta. Innanzitutto che i vertici di Samsung mandino un loro incaricato a verificare personalmente come stanno le cose. Non costerebbe nulla, e si renderebbero subito conto dei vantaggi e delle potenzialità. Non solo siamo vicini a Milano, ma anche all’aeroporto di Malpensa.

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