Condividi

Ormai nella Chiesa, ai tempi di Bergoglio, è un cupio dissolvi quotidiano. Ed a parte l’andamento ondeggiante della pastorale bergogliana, che ha più le movenze ballonzolanti dei fianchi di una danzatrice del ventre che di una pudìca orsolina, quello che comincia a preoccupare un numero ogni giorno più imponente di cattolici è la spudoratezza con cui ormai in Vaticano si compiono gesti e si prendono decisioni che quantomeno dovrebbero essere ponderati, valutati in ogni aspetto e guardati con gli occhi della prudenza.

Non più tardi della settimana scorsa abbiamo assistito sconcertati – e dico sconcertati per non usare parole più pesanti – all’apparizione addirittura di una statua di Martin Lutero in Vaticano, precisamente nella Sala Paolo VI, durante l’udienza che giovedì 13 ottobre papa Francesco ha concesso ai protestanti per il Pellegrinaggio dei Luterani a Roma. Cioè, incredibile a dirsi, nel giorno che ricordava il 99.mo anniversario dell’ultima apparizione della Vergine Maria a Fatima, il giorno in cui tutta la Chiesa avrebbe dovuto inneggiare dall’alba al tramonto a Maria, il Papa, proprio il Papa, ha accolto nei sacri palazzi l’effige del peggior nemico che abbia avuto la Chiesa ed il papato, quel Lutero che sulla sua tomba porta scritto: “Pestis eram vivus, moriens ero mors tua, papa” (“Sono stato la tua peste da vivo, da morto sarò la tua morte, papa”). Quel Lutero che con la sua Riforma ha oscurato e pressocchè rinnegato il nome di Maria Madre di Dio.

Scrive Antonio Socci: «Fino a ieri la Chiesa ci ha insegnato che avremmo dovuto ascoltare e pregare di più la Vergine Maria, che è la nostra Madre premurosa e la potente protezione contro il male. Giovanni Paolo II ci ha fatto scoprire la bellezza della consacrazione a Lei. E Ratzinger ci ha pure insegnato che la Madonna è la garanzia contro tutte le eresie. Ma oggi sembra proprio che stia venendo giù tutto… Adesso ci vengono a dire addirittura il contrario, cioè che non bisogna essere troppo devoti alla Madre di Dio altrimenti si disturba il “dialogo” con i luterani».

Papa Bergoglio ha accolto i pellegrini luterani non solo con un bel discorso “politicamente corretto”, senza citare nemmeno di striscio la Madre di Dio Maria Santissima, proprio nel giorno in cui 99 anni fa era apparsa per l’ultima volta a Fatima, ma ha fatto portare nella sala dedicata ad un grande Papa, Paolo VI, una statua a grandezza naturale di Martin Lutero.

Io non dico che il Papa non avesse dovuto salutare i protestanti, ma almeno lo avesse fatto senza abiurare la propria fede!

Un grandissimo Papa, come san Giovanni Paolo II, che in tema di ecumenismo non credo che avesse nulla da imparare, semmai da insegnare (fu lui il primo a portare ad Assisi, nel 1986, i rappresentanti delle più importanti religioni del mondo, non dimentichiamolo), diceva che occorre invece un lavoro di sensibilizzazione per superare ogni pregiudizio e giungere ad un consenso popolare ecclesiale nella comprensione di Maria. Infatti nell’enciclica Redemptoris Mater (1987) al n. 30 auspicava: «Perché, dunque, non guardare a lei tutti insieme come alla nostra Madre comune, che prega per l’unità della famiglia di Dio e che tutti “precede” alla testa del lungo corteo dei testimoni della fede nell’unico Signore, il Figlio di Dio, concepito nel suo seno verginale per opera dello Spirito Santo?».

Questo dice un Papa ai protestanti, questo è essere cattolici veri.

Articolo precedentePolitica, fascinazione, colonizzazione. Cosa c’è dietro il rompicapo Marte
Prossimo articoloCarabiniere gli chiede i documenti, romeno lo massacra senza pietà. Arrestato, la pena è una vergogna