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MONS. GALANTINO E LA “SUA” MARCIA CON I “PANNELLA & BONINO  BOYS”

Oggi esplode sulla stampa italiana questa incredibile notizia: la Conferenza Episcopale Italiana ha aderito alla IV “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà” intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco, organizzata per il 6 novembre a Roma dal Partito Radicale Transnazionale Nonviolento e Transpartito, in occasione del Giubileo dei Carcerati, e che si snoderà tra le vie della capitale dal carcere di Regina Coeli fino a Piazza San Pietro. Lo ha comunicato il sottosegretario e portavoce della CEI Don Ivan Maffeis mercoledì sera a Radio Radicale, durante la trasmissione Radio Carcere, condotta da Riccardo Arena.

MA COME? La CEI aderisce alla Marcia per liberare i detenuti organizzata dal Partito Radicale? E perché allora non ha aderito ai due ultimi “Family day”, dove milioni di cattolici, loro figli spirituali e fratelli in Cristo, non i senza Dio e mangia preti radicali, hanno manifestato PER LA FAMIGLIA E PER DIFENDERE I BAMBINI? Ma com’è possibile una follia del genere?

Poi leggiamo il comunicato ufficiale della segreteria della CEI, e capiamo tutto: l’iniziativa dell’adesione alla marcia radicale è di Galantino, il sempre più apostata e a-cattolico segretario della CEI; il card. Bagnasco ne è stato informato a cose fatte, e purtroppo non ha la forza per opporsi. Non che a Galantino dei carcerati freghi niente, ma ha voluto usare l’occasione per ribadire chi comanda in CEI. D’altronde Papa Francesco non ha detto che Emma Bonino (quella che faceva migliaia di aborti con la pompa per bicicletta, ndr) è una “grande italiana” e ha manifestato simpatia e stima per Marco Pannella, quello che voleva togliere l’8×1000 alla Chiesa cattolica?

Dice Mario Adinolfi: «Dunque per far capire chi è che è il vero rappresentante del Papa nella CEI, quale occasione migliore di una marcia “per la libertà” intitolata a Pannella e Bergoglio? Quelli del Family Day non rompano i coglioni, noi abbiamo osteggiato in tutti i modi le loro due manifestazioni perché non sono trendy, i radicali invece si portano bene in società». «Fossi in Bagnasco – incalza il direttore de “La Croce Quotidiano – sconfesserei apertamente questa “iniziativa della segreteria generale” e utilizzerei l’occasione per scatenare un pandemonio».

E conclude Adinolfi (ed io con lui): «Ai Family Day ha partecipato un Popolo immenso senza che fosse presente al Circo Massimo un solo vescovo a nome della CEI; alla marcetta radicale non saranno neanche mille e l’adesione della Conferenza episcopale italiana è semplicemente vergognosa».

Ma comunque, se il problema di Papa Bergoglio è far tornare la Chiesa povera tra i poveri, e quello di mons. Galantino è di andare d’accordo con gli eredi di Marco Pannella e della “grande italiana” Emma Bonino, un modo c’è. Facile e ad effetto immediato: alla prossima dichiarazione dei redditi non destiniamo più l’8×1000 alla Chiesa cattolica.

Eh sì, cominciamo a concretizzare atti di legittima difesa della Chiesa. Che non è certamente la Chiesa di Bergoglio, e tantomeno di quel personaggio da operetta di Galantino.

Roma, 21 ottobre 2016

Massimo Martini

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