‘FACCIAMOCI UN SELFIE’: COSI’ E’ MORTO LEANDRO, 13 ANNI, TRAVOLTO DA UN TRENO

Quando, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno visto in lontananza l’arrivo di un treno non ci hanno pensato su due volte: “Facciamoci un selfie. Ci state?”. I tre giovanissimi calabresi si sono quindi messi in posa, hanno afferrato uno smartphone e guardato nell’obiettivo, senza accorgersi che però quel convoglio era ormai a pochi metri da loro, pronto a colpirli. La tragedia si è consumata in una manciata di secondi nei pressi del ponte di Soverato, non distante dall’area sulla quale un tempo sorgeva il campeggio “Le Giare”, la stessa in cui 17 anni fa a causa di un alluvione morirono 13 persone. Uno dei giovani, Leandro Celia, 13 anni, è morto dopo essere stato travolto dal treno in corsa. I suoi due amici se la sono cavata solo con tanto spavento.

La prova di coraggio: “Vediamo chi resta più a lungo sui binari”

La dinamica della tragedia è al vaglio degli inquirenti, ma pare ormai certo che a causarla sia stato un gioco finito male. I tre hanno raggiunto il ponte nel tardo pomeriggio, quando ormai era quasi buio, e avrebbero deciso di sfidare la sorte scattandosi un selfie sui binari. Si sono messi in posa, probabilmente senza considerare correttamente la velocità con cui si stava avvicinando il convoglio 6683235, proveniente da Crotone e diretto a Reggio Calabria. Stando a quanto riferisce il corriere in una ricostruzione, uno di loro avrebbe detto: “Vediamo chi resta il più possibile sui binari”. Una prova di coraggio insensata che ha avuto un esito disastroso: il macchinista ha visto solo quando ormai era troppo tardi il tredicenne. Leandro è stato investito in pieno e trascinato per decine di metri, mentre i suoi due amici – terrorizzati – sono fuggiti. Solo diverse ore più tardi sono stati rintracciati dai carabinieri e trasportati in ospedale per accertamenti.

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