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L’omicidio di Marco Vannini a Ladispoli nel 2015 ha fatto discutere a lungo l’opinione pubblica e continua a farlo. Il caso si è concluso con la condanna a cinque anni di reclusione per Antonio Ciontoli, padre della fidanzata del ragazzo, Martina. Fu lui ad esplodere il colpo di pistola che ferì mortalmente il giovane, anche se la richiesta dell’accusa era stata di 11 anni di carcere. Prosciolti tutti gli altri imputati nel processo, compresa la fidanzata Martina Ciontoli, all’epoca dei fatti 18enne. I legali degli imputati nel processo per l’omicidio di Marco Vannini hanno raccontato come stanno vivendo ora Antonio, Maria, Federico e Martina. Come è cambiata la loro vita, lo spiega il sito Nanopress

‘Non vivono più, sono costretti a cambiare città’ I due legali difensori della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli e Pietro Messina, hanno raccontato a Fanpage le condizioni in cui vive la famiglia Ciontoli. “I Ciontoli non possono più vivere nel loro ambiente. Hanno dovuto sparpagliarsi in tutte le località possibili per nascondersi” hanno detto i due avvocati della famiglia Ciontoli, intervenuti come portavoce per spiegare come stanno vivendo Antonio, la moglie Maria e i loro due figli, Federico e Martina. Ad esempio, l’ex fidanzata di Marco “Martina Ciontoli ha perso due volte il posto di lavoro, perché era in qualche modo seguita, pedinata e i datori di lavoro hanno pensato bene a un certo punto di sbarazzarsene” ha spiegato Messina. “Non vivono più, quindi è una pena diciamo, che non è prevista dal codice, una pena aggiuntiva”.

La prossima settimana saranno rese note le motivazioni della sentenza

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