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Viveva come le pareva. Solo qualche giorno fa aveva fatto pestare a sangue Tommaso Murò perché si era ribellato alla sua “legge”. I carabinieri hanno ordinato il rimpatri immediato

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Il “foglio di via” era arrivato a gennaio. Da quella data la donna rom responsabile dell’aggressione di Tommaso Murò non doveva più trovarsi in Italia e così la mandante dell’agguato è stato espulsa dal nostro Paese.

Sapeva di potersi comportare come voleva, perché le leggi italiane l’hanno sempre tutelata. La nomade viveva indisturbata negli androni di casa dei cittadini milanesi, defecando dove capitava e derubando i passanti. I residenti di via Torino, via Soncino e via Stampa non potevano fare nulla, lei era in regola. “Il comune di Milano consente a queste persone di restare in strada, ovunque possano trovare riparo, per l’emergenza freddo”- avevano spiegato i carabinieri.

Una storia assurda secondo Tommaso Murò, residente in una delle zone in cui bazzicava la rom, aggredito violentemente alcuni giorni fa (leggi l’articolo) e che aveva denunciato pubblicamente il fatto. I carabinieri non sono mai intervenuti in modo decisivo, perché la rom non è mai stata pizzicata a compiere nulla di illegale. La situazione stava diventando insostenibile, così gli agenti hanno deciso di fare alcuni accertamenti.

I militari hanno scoperto che la rom era già stata segnalata in passato per pedofilia e a gennaio le era stato consegnato il foglio di via: doveva tornare in Romania.

La nomade non aveva rispettato i provvedimenti presi dai carabinieri e aveva continuato a vivere indisturbata a Milano. Il 21 febbraio, però, gli agenti hanno preso in mano la situazione e hanno portato la donna in questura: l’Ufficio immigrazione ha ordinato l’esplusione immediata.

Roma, 25 febbraio 2016

fonte IlGiornale

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