Fedez incontra Diego, 18enne salvato da un trapianto

“Avevo espresso il desiderio di poterlo incontrare e finalmente sono riuscito a farlo”, a pronunciare queste parole qualche settimana fa era stato Fedez che dopo aver letto della notizia del 18enne Diego, sottoposto a un doppio trapianto di polmoni a causa delle conseguenze del Coronavirus ha deciso di voler abbracciare il giovane ragazzo non appena possibile. E così è stato: martedì pomeriggio il rapper ha incontrato Diego con il quale ha trascorso alcuni momenti privati prima di immortalare il momento in uno scatto social come è solito fare il rapper molto social.

L’incontro al Policlinico di Milano: oggi Diego sarà dimesso
I due si sono incontrati al Policlinico di Milano dove Diego è ancora ricoverato e che dovrebbe lasciare proprio quest’oggi per far ritorno a casa dopo quattro mesi di degenza, due dei quali li ha trascorsi proprio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele realizzato in piena emergenza Covid grazie al crowfunding avviato da Fedez e dalla moglie Chiara Ferragni. “Le nostre vite si sono incontrate grazie a uno di quegli intrecci che solo l’imprevedibilità della vita ci può regalare – si legge nella didascalia della foto postata da Fedez sul proprio profilo Instagram – in questa storia è come se ci fossimo dentro un po’ tutti noi, questo ragazzo è stato tenuto in vita grazie alla terapia intensiva che abbiamo costruito insieme”. Il rapper ha anche postato diverse Ig stories in cui si è detto soddisfatto del lavoro fatto grazie alle donazioni di tutti che hanno permesso a giovani come Diego di essere curati e salvati.

Il trapianto che gli ha salvato la vita
Diego è stato sottoposto al delicato trapianto di polmoni lo scorso 28 maggio al Policlinico di Milano dopo che a causa del Coronavirus i suoi polmoni erano letteralmente bruciati e le sue capacità di respirare da solo erano nulle: il suo incubo era iniziato il 2 marzo quando nel giro di pochi giorni una febbre improvvisa e alta lo aveva portato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano. Le sue condizioni si sono aggravate quando il 23 marzo è finito nel reparto di terapia intensiva dal quale è uscito solo per essere sottoposto a trapianto. Vista la sua giovane età, si è deciso di procedere con l’intervento, il primo di questo tipo in Europa, che è stato eseguito dai medici del Policlinico di Milano, sotto il coordinamento del Centro nazionale trapianti, con il Centro regionale trapianti e il Nord Italia transplant program.

 

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