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Ferie, come si richiedono e quali diritti hanno i lavoratori

Ogni lavoratore ha diritto a quattro settimane di ferie retribuite, e non può evitare di richiederle. Il datore di lavoro deve controllare che il piano ferie venga rispettato,

e che i dipendenti smaltiscano le ferie secondo i limiti fossati dalla legge, altrimenti rischia fino a 4500 euro di multa.

Le ferie annuali devono essere garantite, ed è il datore di lavoro che deve controllare che vengano smaltire, sia nel pubblico sia nel privato.

Altrimenti rischia fino a 4500 euro di multa.

È la Costituzione stessa che sancisce questo diritto: come recita l’articolo 36 “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

 

 

Il periodo previsto per ogni lavoratore è di quattro settimane, retribuite,  come è specificato nel decreto legislativo 66 del 2003.

Mentre l’articolo 2109 del Codice civile stabilisce che “Il prestatore di lavoro ha … anche diritto … ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo,

nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro.

La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, dagli usi o secondo equità”. Questo è quanto prevede la legge nel nostro Paese.

Le ferie quindi devono tenere conto anche dell’esigenza dell’azienda, ma devono anche essere, nei limiti del possibile, continuative.

 

 

La gestione del piano ferie annuale deve essere redatto dal datore di lavoro, in base alle necessità dell’impresa ma anche tenendo conto dei bisogni dei dipendenti,

che possono comunque chiedere di differirle o di annullarle.

Il titolare, in virtù del proprio potere di stabilire il periodo di godimento delle ferie, può decidere di chiudere l’impresa,

come spesso avviene nel mese di agosto, sospendendo totalmente l’attività o fermando solo alcuni reparti, senza che il lavoratore possa opporsi.

Come ha spiegato l’Adnkronos, esistono tre tipi di ferie: un primo periodo di due settimane va goduto in modo consecutivo nel corso dell’anno di maturazione.

È opportuno ricordare che le ferie si maturano anche nei periodi di assenza per malattia, congedi matrimoniali, maternità, paternità.

Non vengono conteggiate ai fini della maturazione le assenze ingiustificate, l’aspettativa, lo sciopero, il servizio di leva.

 

 

Le restanti due settimane vanno richieste nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione anche in modo frazionato.

Queste 4 settimane non possono essere indennizzate. I lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ad altri dipendenti dallo stesso datore,

per consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure.

 

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