Fermati marocchino e italiano convertito: si stavano addestrando: “La legge di Allah si applica con la spada”

Gli insulti alla madre: “Miscredente, non hai potere su di me” – Nelle carte in mano agli investigatori c’è anche il colloquio tra il giovane italiano e la madre, che cercava di convincerlo ad abbandonare l’estremismo religioso. “Se me la cresci… se me la cresci tu, come fate crescere le femmine vostre mi costringete ad andarmene in carcere! Mi mandate voi con le vostre mani in carcere a me… perché devo tagliarle la testa”. La donna gli diceva che, se avesse avuto una figlia, avrebbe dovuto delegare a lei la sua educazione per allevarla nel rispetto di sani principi. “Se fossi stata tu musulmana – diceva l’uomo alla madre – anche tu saresti stata oppressiva. Io ti sarei stato ad ascoltare ma siccome sei miscredente, non hai nessun potere su di me”.

“Stavo per fare un casino in autostrada” – Sempre G.F., detto Ysuf dopo la conversione all’Islam, in un’altra intercettazione diceva: “Mi sono preso troppo di collera, ho sbagliato tipo due volte strada. Ho allungato 40 chilometri, in più mi sono dovuto fermare. Credimi, mancava poco e Yusuf faceva un casino in autostrada”. L’intercettazione, che gli inquirenti hanno cercato di interpretare, si presta a più letture: l’uomo potrebbe aver solo descritto lo stress provato in una giornata di viaggio col tir, o, ipotesi inquietante, fare riferimento all’idea di un attentato col camion, come quello già fatto in più occasioni dai terroristi jihadisti. (fonte: TGCOM24)