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POLITICI, armatori, imprenditori, finanzieri e nomi (almeno apparentemente) sconosciuti. Sono i finanziatori della Fondazione Open, quella nata (all’inizio, era il 2012, come Fondazione Big Bang) per sostenere Matteo Renzi e le sue iniziative, a partire dalla Leopolda. Sul sito sono pubblicate tutte le società, più le persone fisiche che (dal 2012 a oggi) hanno sostenuto il progetto e autorizzato la diffusione dei loro dati. Fra le aziende c’è la Isvafim (60mila euro) di Alfredo Romeo finito in questi giorni nell’inchiesta Consip.

Ma chi sono gli altri finanziatori? A guidare Open, il presidente della Fondazione Alberto Bianchi, avvocato e grande amico di Renzi, che ha anche sostenuto l’iniziativa con 30.400 euro. Escludendo le aziende, fra i big, ecco il finanziere di Algebris Davide Serra insieme alla moglie Anna Barassi (225mila euro) e Paolo Fresco, ex presidente Fiat (50mila euro), l’imprenditore (nel frattempo scomparso) Guido Ghisolfio, con la moglie Ivana Tanzi (125mila euro), ma anche Jacopo Mazzei, ex presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (10mila) e Vincenzo Manes (62mila) finanziare, imprenditore, fra i fondatori di Dynamo Camp, poi consulente pro bono di Renzi.

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