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La registrazione del video e lo spiccato accento napoletano non gli hanno tuttavia lasciato scampo. Sono stati questi gli iniziali spunti che hanno permesso di seguire una pista info-investigativa avvalorata da una meticolosa analisi dei dati delle utenze cellulari degli indagati incrociati con quelli dei loro spostamenti. La banda aveva infatti noleggiato due auto dotate di sistemi Gps integrati che hanno tracciato i loro spostamenti, dimostrando, riporta La Nazione, come le autovetture fossero state utilizzate per la rapina e si fossero, dapprima, incontrate presso l’area di servizio “Bisenzio Est” e, poi, appostate vicino all’abitazione della vittima in attesa del suo rientro.

A colui che avrebbe ricoperto il ruolo di “capo”, originario di Acerra (NA), il GIP del Tribunale di Firenze ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, mentre ai restanti quattro sono stati applicati gli arresti domiciliari ad Afragola (NA), Casoria (NA) e Sesto Fiorentino (FI). Tra questi si trova anche l’indagato originario di Firenze, il quale avrebbe fatto da basista fornendo le indicazioni utili per poter scovare il bottino nell’abitazione.

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