Condividi

VIOLENZA

Ha tentato in modo fraudolento di diventare nullatenente per non risarcire la ragazzina che aveva violentato.

Ora per lui è arrivata, in sede penale, una condanna a un anno di carcere e a un risarcimento di 20mila euro. In sede civile, invece, un altro giudice l’aveva ritenuto incolpevole e, con una sentenza choc, aveva condannato la famiglia della vittima, a risarcire alla sua i danni morali per un conto sotto sequestro.

Quella sentenza costò una vita, quella di Elisa Zaccarelli, violentata dal suo professore, Ezio Foschini, quando non era ancora sedicenne e poi suicida a 22 anni, per un terribile senso di colpa. Una vicenda delicata, contorta e anche scabrosa perché quella sentenza che condannava la vittima a risarcire il carnefice, mentre in altre sedi la giustizia diceva cose diverse, la emise un giudice, sulla base di una perizia affidata all’amante.

Il professor Foschini era quello che «con violenza costringeva (Elisa, ndr) a subire atti sessuali durante l’orario scolastico», le toccava «ripetutamente i glutei, le spalle e i capelli (…) sussurrandole frasi del tipo ti voglio scopare», era quello che baciò la giovane «mentre la toccava nelle parti intime». E, sempre lui, fu quello che, una volta scoperto, cercò di spostare i suoi averi, circa 160mila euro, sui conti degli anziani genitori e poi di farli sparire con continui prelievi di denaro.

Un piano preciso e lucido che il professore si annotava passo-passo nel suo blocchetto di appunti ritrovato dalla Guardia di Finanza.

Questo era Foschini, riconosciuto colpevole, oltreché per la violenza su Elisa (per cui si trova in cella con la condanna a 3 anni) anche per le condotte fraudolente sui suoi conti: due giorni fa dal Tribunale di Faenza, che l’ha condannato a un anno e già in passato, in un primo processo che lo condannò ad identica pena, in Appello. Eppure quando i genitori di Elisa, chiesero di avere da lui il risarcimento che il Tribunale aveva sentenziato, gli avvenimenti presero una piega diversa. Il processo passò in sede civile e finì in mano al giudice Flavia Mazzini, Tribunale di Faenza (sede distaccata di Ravenna), la quale nonostante le due condanne precedenti a carico del Foschini, ritenne che sequestrare il conto dei genitori (su cui si sospettava lui avesse depositato i soldi) non era stata cosa corretta e condannò la famiglia di Elisa a risarcire il suo molestatore con 40mila euro.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteHai un iphone? Non impostare questa data..
Prossimo articoloCENSURA AL FESTIVAL: Telese, la Boschi, la Raffaele Cosa è successo a Sanremo