Follia al parco giochi: picchia un bimbo, poi estrae una pistola e minaccia la mamma

Follia al parco giochi: picchia un bimbo, poi estrae una pistola e minaccia la mamma
Lite tra ragazzini al parco giochi, il babbo di uno di loro aggredisce l’altro e poi con l’arma minaccia mamme e figli

Una pistola nel parco, puntata da parte di un babbo contro una mamma e contro una serie di persone presenti, tra adulti e ragazzini. E scoppia il panico alle Sorgenti, in pieno pomeriggio, nell’area verde di via Vittorio Emanuele Orlando, affollato di bambini e genitori. Protagonista un imprenditore di 47 anni, originario del sud.

In base alle testimonianze raccolte e alla ricostruzione della polizia, l’uomo prima ha picchiato il ragazzino che aveva avuto una lite con suo figlio tanto da costringerlo ad andare in ospedale. Poi è andato a casa, ha preso una pistola ed è tornato nel parco. Lì, arma in pugno, ha minacciato la mamma del giovane e le altre persone presenti. Scatenando un fuggi fuggi generale, tra grida e terrore.

Alcune persone si sono rifugiate in un casottino presente nei giardini. Altre sono corse verso casa. E in un attimo il parco s’è svuotato. Il 47enne invece è scappato e fino a ieri sera s’è reso irreperibile. La polizia sa chi sia, ma non lo ha rintracciato: in casa hanno trovato solo i suoi familiari.

Ma vediamo nel dettaglio cosa sarebbe successo alle Sorgenti secondo la versione delle mamme e degli altri presenti. Sono circa le 17.45 e ci troviamo in un’area verde accanto al campo di calcio delle Sorgenti e delle scuole medie Michelangelo. Il parco è gremito in quanto è un punto di incontro nel quartiere per genitori e bimbi, che li si trovano ai giochini e per tirare calci al pallone. A un tratto tra due adolescenti, sui 14 anni, scoppia una lite, come tante ne succedono tra ragazzini.

Una incomprensione che scatena qualche spintone, ma nulla di particolarmente grave. La peggio la ha il figlio del 47enne, che in un attimo interviene. È a questo punto che, come riferito da testimoni, l’adulto si sarebbe scagliato contro il rivale del figlio, mettendogli le mani addosso. La mamma di quest’ultimo corre in aiuto del bimbo.

Nasce un parapiglia, al culmine del quale l’uomo sparisce per poi riapparire poco dopo. Armato. La donna intanto sta chiamando il 113 e, con il cellulare all’orecchio, gli si avvicina e gli chiede di restare lì perché sta arrivando la polizia. Lui allora tira fuori una pistola e la punta contro la mamma e tutti i presenti.

Secondo alcuni testimoni, avrebbe anche “scarrellato”, cioè arretrato manualmente il carrello dell’arma preparando un colpo, ma su questo punto sono in corso accertamenti della polizia. Fatto sta che scoppia il panico: chi grida, chi corre. I bambini sono spaventatissimi, gli adulti non credono ai loro occhi. Nel delirio generale, il babbo se ne va. «È stato terribile – dice una mamma – I nostri figli sono sconvolti, molti di noi stanno valutando se rivolgerci a uno psicologo per superare lo shock».

Poco dopo alle Sorgenti arrivano le volanti e la squadra mobile della questura.

Gli agenti raccolgono tuttele testimonianze e poi iniziano la caccia all’uomo con la pistola. Non è difficile identificarlo: è molto conosciuto. Gli investigatori quindi vanno nella sua abitazione, ma non ce lo trovano. Le ricerche vanno avanti fino a tarda notte: le accuse ipotizzate sono lesioni e minacce aggravate.

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