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di Massimo Martini

Minori abusati e schiavizzati sul luogo di lavoro, intervengono gli ispettori per chiedere il commissariamento della azienda- comunità, ma il partito di governo locale e le centrali delle cooperative si schierano a difesa degli accusati e non delle vittime. Questo accade al giorno d’oggi nella civilissima Toscana.
Il 4 ottobre inizierà il processo a carico di tutto il gruppo dirigente de Il Forteto, la comunità mugellese finita in un drammatico scandalo di abusi su minori. Alla sbarra Rodolfo Fiesoli accusato di violenze sessuali ed altri 22 membri e dirigenti della Comunità imputati di maltrattamenti su minori. I media nazionali si sono occupati più volte delle violenze sui bambini affidati dal Tribunale alla Comunità di Vicchio nonostante Fiesoli avesse già negli anni ’80 ricevuto una condanna passata in giudicato per violenze sui minori e anche la Corte di Strasburgo avesse condannato l’Italia per gli stessi reati. Nel frattempo però è emerso un altro filone di questa drammatica vicenda.
Le vittime, fuggite dalla setta, hanno iniziato a prendere coraggio e durante i lavori della Commissione di inchiesta, aperta sul caso dal Consiglio Regionale della Toscana, oltre a raccontare gli abusi sessuali hanno anche portato alla luce le loro condizioni lavorative all’interno del Forteto.
“Dai verbali della commissione emerge che nella cooperativa vengono sistematicamente calpestate le più elementari norme a tutela del lavoro, dei diritti umani e delle norme fiscali – Spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia in Toscana Giovanni Donzelli- bambini costretti a lavorare la notte prima di andare a scuola, lavoratori chiusi per punizione nelle celle frigorifere, donne in gravidanza costrette a lavorare fino al giorno del parto, uomini sani e portatori di handicap a lavoro 365 giorni l’anno senza ferie compreso Natale o ferragosto, stipendi mai visti, finti periodi di sospensione dal lavoro per incassare contributi statali, nessun orario e nessuno straordinario riconosciuto economicamente. Il tutto accompagnato da sommari processi popolari serali, abusi fisici e psicologici. Di fatto è un luogo di schiavismo.”
Lo stesso Donzelli era stato promotore lo scorso gennaio di una richiesta ufficiale della Regione Toscana al Ministero dello sviluppo economico per inviare alla cooperativa Il Forteto degli ispettori al fine di verificare il rispetto della legge vigente. Gli ispettori, in seguito alla richiesta, sono arrivati ad aprile e dopo aver svolto la loro indagine in pieno agosto hanno fatto formale richiesta al Governo di commissariare l’Azienda.
Immediata però la reazione a difesa del Forteto di Legacoop e Confcooperative. Secondo le centrali delle coopertaive toscane la proposta di commissariamento avanzata dagli ispettori ministeriali appare “Non comprensibile né giustificata”. Non solo, ma per le coop toscane “occorre tutelare il patrimonio industriale e di lavoro di un’importante realtà agricola e produttiva toscana”.
A ruota delle coop sono anche usciti i vertici comunali, provinciali e regionali del Partito Democratico auspicando “che il commissariamento della cooperativa Il Forteto possa essere evitato e che i rilievi posti dagli ispettori possano trovare soluzioni mantenendo l’attuale gestione”.
Sembra incredibile, ma purtroopo è proprio così. Al momento noi di Sostenitori non siamo in grado di raccontarvi con precisione il contenuto delle irregolarità riscontrate e verbalizzate dagli ispettori ministeriali. Gli stessi soci della cooperativa che hanno denunciato gli abusi non riescono ad avere copia formale degli atti, nonostante che ne abbiano fatto richiesta motivata ai vertici del Forteto.
Solo Patrizio Mecacci, segretario metropolitano del Partito Democratico, in una intervista ad una radio locale si è lasciato scappare, sollevando le ire del comitato vittime del Forteto, di aver letto i verbali. Ma questo non è l’unico “lapsus” del sergretario PD utile a svelare lo stretto rapporto tra le Istituzioni locali e Il FORTETO. Mecacci, infatti, in queste ore ha più volte affermato che la cooperativa non deve essere commissariata anche perchè nel frattempo si è resa protagonista di un radicale cambiamento dei vertici aziendali e del CDA (Lo scorso aprile l’ex-vicepresidente Stefano Morozzi ha sostituito alla presidenza del CDA Stefano Pezzati coinvolto nell’inchiesta. ndr) ma al tempo stesso lo stesso Mecacci, intervistato dalla cronaca del Corriere della Sera si è anche lasciato scappare “Questo è quello che so, che mi ha detto anche il Pezzati”, lasciando intendere sia che si consulta abitualmente con Il Forteto ma soprattutto che al di là degli sbandierati cambiamenti di facciata nel CDA a tirare realmente le fila della Azienda sarebbe sempre l’ex-presidente Pezzati, formalmente rimosso in nome di un ipotetico “nuovo corso” del Forteto. “Ma quale cambio della guardia! A Mecacci è scappata dalla bocca la verità – sbotta una vittima del Forteto socia della cooperativa- Quando oggi sono andata con un avvocato in cooperativa a cercare di ottenere copia degli atti ispettivi come mi spetterebbe per legge ho visto il Pezzati dietro la scrivania del suo storico ufficio di presidente de CDA.”
Abbiamo chiamato Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia per chiedergli cosa ne pensasse degli scivoloni del segretario metropolitano del PD e della difesa a oltranza del Forteto da parte di Coop e della sinistra di governo locale. Il consigliere regionale di opposizione ci ha risposto “Purtroppo non mi stupisco, ricordo che Il Forteto non solo fornisce di bistecche e salsicce le feste dell’Unità, ma ha anche comprato casa all’ex segretario locale del PD e l’ex Governatore Martini apriva le proprie campagne elettorali proprio al Forteto. Per loro è una seconda casa.”

Massimo Martini

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