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Ancora un nuovo, ennesimo allarme: forze dell’ordine al collasso.

“Tagli alla sicurezza? Da non dimenticare 3 miliardi di euro di tagli sotto guida Tremonti – Maroni, per una delle peggiori mazzate alla sicurezza nella storia italiana”

Forze dell’ordine al collasso, “buco” da 200 milioni: mancano i soldi per antiterrorismo e scorte

Polizia, un buco da 200 milioni? Secondo quanto si apprende dal corriere.it molti servizi forniti dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri adesso rischiano di saltare.

In atto le trattative con il Ministero dell’Economia. Alcuni dei principali servizi delle forze dell’ordine italiane rischiano di saltare per mancanza di soldi.

Secondo quanto riferito oggi da Corriere.it, nelle casse del ministero mancano 200 milioni di euro.

Il buco riguarderebbe ambiti come impiego per attività antiterroristiche, nel controllo del territorio e delle scorte.

Tra i più colpiti, i Reparti Mobili.

Ma c’è da dire che anche i Carabinieri non se la passano meglio.

Personale di Reparto Prevenzione Crimine e Squadra Volante

La trattative con il ministero dell’Economia vanno avanti da giorni e i sindacati di categoria protestano


“E’ una vergogna contro chi ha sempre garantito la sicurezza del Paese”

La situazione è resa ancora più paradossale in un momento in cui l’attività di prevenzione contro il terrorismo è ritenuta prioritaria a seguito delle continue minacce.

Recentemente i poliziotti hanno ricevuto un secco “no” al versamento degli straordinari svolti nel 2016.

I sindacati avevano chiesto il versamento degli straordinari svolti negli ultimi due anni oltre le “canoniche 55 ore mensili”.

L’accordo prevede che questo tetto non debba essere superato ma per la maggior parte degli agenti è impossibile restare sotto al limite a causa delle numerose attività che sono obbligati a svolgere.

Reparto Mobili della Polizia di Stato

Parliamo soprattutto dell’uso dei Reparti Mobili, oramai indirizzati a rinforzare numerose attività di altra natura rispetto a quella dell’Ordine pubblico, o a vigilare sempre più gli eventi pubblici, anche quelli di minor interesse.

Una profonda ingiustizia, quindi.

E Venerdì è arrivata anche la risposta del prefetto delegato ai rapporti con i sindacati il quale ha specificato che “Riguardo al pagamento delle ore di lavoro ‘in supero’ effettuate in particolare dai Reparti Mobili, Prevenzione Crimine, Uffici Scorte e Squadre Mobili, la direzione per le Risorse Umane ha rappresentato che al momento non risulta possibile autorizzare integrazioni al monte ore mensile”.

In pratica una conferma del fatto che mancherebbero i fondi.

LA COPERTA E’ (COME SEMPRE) CORTA

Secondo i calcoli del ministero dell’Interno e già consegnati ai colleghi del ministero dell’Economia, per garantire l’effettivo mantenimento del servizio in tutti i settori indispensabili alla minaccia terroristica, ovvero un corretto controllo del territorio, capillare ed efficace, coordinato, ma anche scorte e vigilanza, servirebbero (almeno) 200 milioni di euro.

“Soldi – spiegano dal Viminale – indispensabili per far lavorare gli agenti e gli specialisti in maniera dignitosa”. I turni dei poliziotti, secondo accordo quadro nazionale, dovrebbero essere di 6 ore giornaliere, orario difficile da rispettare.

Carabinieri impegnati in un posto di controllo

Sono molti infatti i poliziotti che sforano le 55 mensili fissate dal contratto, alle volte arrivando a sfiorare, singolarmente, anche il doppio quando non il triplo.

UN SISTEMA AL COLLASSO DA ANNI

Il segretario del Silp Cgil -Daniele Tissone- ci fornisce dati importanti: “Nelle questure, nei reparti e negli uffici della polizia di Stato in tutta Italia operano 99.630 unità di personale. L’organico previsto nel 1989 era di 117.200 unità di personale.

Da allora, nonostante la crescita dei reati, i poliziotti sono diminuiti fino ad arrivare al meno 14,5% di oggi. Le esigenze di sicurezza sono aumentate e noi siamo sempre meno e sempre più anziani.

Gli ultimi concorsi sono una boccata di ossigeno, ma il sistema è al collasso da anni.

E le lavoratrici e i lavoratori in divisa sono umiliati da quasi un decennio di mancati aumenti contrattuali. Servono risorse per incrementare gli stipendi in maniera dignitosa e per garantire il pagamento delle cosiddette indennità accessorie“.

Esercitazione congiunta di squadre UOPI e API di Polizia di Stato e Carabinieri


INTERVIENE ANCHE IL CAPO DELLA POLIZIA FRANCO GABRIELLI

Il Capo della polizia, Franco Gabrielli, ha risposto a quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali sulla carenza di risorse finanziarie: “Quello su cui mi permetto di dissentire è il fatto che non ci sia stata un’attenzione, soprattutto da un punto di vista della reperibilità delle risorse“.

Per Gabrielli “si tratta di mettere mano a spostamenti ovviamente temporanei di forze. Lo vado dicendo da 18 mesi che siamo un poco avanti con gli anni, che c’è stato un blocco del turnover che è stato devastante, che abbiamo organici non più aderenti ai tempi“.

Da tempo infatti Gabrielli denuncia come siano stati decenni di infauste politiche sulla sicurezza, a creare un ampio danno. Cause quindi non riconducibili al solo ultimo governo.

Da non dimenticare ad esempio i 3 miliardi di euro di tagli sotto guida Tremonti – Maroni, per quella che fu una delle peggiori mazzate alla sicurezza nella storia italiana

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