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“Dal sorriso penso si sia sentito così Francesco, classe 1919, 4 figli, 7 tra nipoti e pronipoti, partito per la guerra da giovane, tornato a casa salvo, arruolato subito dopo in Polizia e fino alla pensione impegnato nella Squadra mobile della Questura di Cagliari. 100 anni di vita ancora con quel sorriso lì. Un compleanno festeggiato in famiglia, ma con la sorpresa dei poliziotti della Questura che sono andati a rendere omaggio al “nonno” di tutti loro, portandogli una pergamena con gli auguri del Questore” così è stato festeggiato il centenario Francesco da un post di Agente Lisa, la poliziotta virtuale arruolata tra le fila della Polizia di Stato

Ma non è il primo caso quello di Francesco. Nel Luglio 2018 ad esempio, a Torino, a raggiungere il numero a tre cifre era stato il signor Angelo Longo, che ha prestato servizio in polizia per oltre 40 anni: dal 1939 al 1981, l’anno della riforma e della smilitarizzazione. Per l’occasione, una rappresentanza della Polizia di Stato si era recata a casa del centenario per celebrare il traguardo raggiunto consegnando un biglietto di auguri dell’allora Francesco Messina e un crest della Polizia di Stato. Angelo partecipò alla Seconda Guerra Mondiale operando nei Balcani; internato in campo di concentramento in Albania, da dove, al termine della guerra, tornò tornato a piedi in Sicilia.

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L’ex poliziotto Angelo Longo, Torino

Nel 2016 il Capo della Polizia, Alessandro Pansa, incontrò invece uno storico questore, Fernando Giusti. L’incontro fu egregiamente narrato dal giornale locale UmbriaJournal.com di cui riportiamo di seguito un estratto: “Eccellenza entrare di nuovo qui al Ministero dopo tanti anni e soprattutto essere ricevuto da lei, è stato per me un grande onore, così come lo è stato far parte della polizia – disse Giusti – Questo momento lo ricorderò per sempre… Certo chissà ancora per quanto, vista la mia età… Lei invece è quasi un ragazzino”. “In realtà sono io ad essere onorato di averla qui oggi – rispose sorridendo il prefetto Pansa -“. In questo scambio di battute con il capo della Polizia tutta la verve da buon toscano di Fernando Giusti che nella sua carriera ha attraversato quasi mezzo secolo di storia del nostro Paese: dalla scelta di entrare in polizia agli anni della guerra e all’incontro con Giovanni Palatucci a Fiume, dagli anni del dopoguerra segnato dall’occupazione delle terre dei contadini grossetani fino ai primi sequestri di persona a Genova e alle rivolte nelle carceri. “Personalmente però il periodo più difficile della mia carriera – sottolineò Giusti – è stato quello vissuto come questore di Torino al tempo dei picchetti davanti ai cancelli della Fiat. Sarebbe bastato poco per far scoppiare la città. Per fortuna tutto è filato liscio”.

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L’ex Capo della Polizia Alessandro Pansa e l’ex Questore Fernando Giusti

Che dire invece di Giovanni Cozzi di Castelnovo del Friuli che lo scorso aprile ha tagliato, anche lui, il traguardo delle cento primavere? Ricevuto dal sindaco Juri Del Toso e dal vice Sergio Lomartire che per l’occasione vollero fargli dono di una targa ricordo a suggellare l’importante compleanno da parte dell’intera comunità della Val Cosa. Giovanni, nato il 16 aprile 1918 a Castelnovo del Friuli, chiamato alle armi nel 1939 ha vissuto da vicino l’incubo della guerra, da soldato al confine con l’Istria, scampando alla prigionia. Al termine delle ostilità si è arruolato nella polizia di Stato operando prima a Spilimbergo e successivamente a Cividale – raccontò per l’occasione IlMessaggeroVeneto– congedandosi dopo 16 anni di servizio. Una volta smessa la divisa, come molti altri friulani ha varcato le Alpi per lavorare come carpentiere in Francia, per poi spostarsi con la moglie, dalla quale ha avuto tre figli, in Germania e fare ritorno in Friuli per godersi la meritata pensione nella sua Castelnovo.

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