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Come finiscono per pesare, nella pronuncia degli ermellini, l'”inserimento sociale” dell’assassino, “la sua stabile attività lavorativa, le sue condizioni familiari, godendo egli dell’appoggio dei suoi più stretti congiunti ma soprattutto la sua spontanea costituzione e la confessione resa”, arrivata dopo aver vagato una notte intera col cadavere della giovane in auto, mentre i genitori, allarmati dal telefonino muto di Nadia, la cercavano disperatamente, mossi da un terribile presentimento.

Per la prima sezione penale della Corte di Cassazione, che si è interrogata sui rischi di recidiva prima di confermare i domiciliari a Mazzega, non emergono “pericoli imminenti e di particolare rilevanza non fronteggiabili con gli arresti domiciliari”. Nella sentenza si ricorda inoltre che “il carcere rappresenta sempre l’extrema ratio” e che la custodia nei luoghi di pena va “applicata solo quando ogni altra misura risulti inadeguata”.

Potete vedere la puntata di Amore Criminale dedicata a Nadia seguendo questo link

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