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Nuova richiesta di archiviazione della Procura dell’inchiesta sulla morte dell’agente della Polizia stradale di Bellano Francesco Pischedda, morto il 2 febbraio 2017 morto precipitato da un cavalcavia a Colico (Lecco) durante l’inseguimento di un ladro moldavo fuggitivo. Ne parla il sito “La Provincia di Sondrio

Dopo la decisione, a febbraio dello scorso anno, dell’allora giudice delle indagini preliminari di rigettare una prima richiesta avanzata dal sostituto procuratore e di disporre ulteriori approfondimenti, il magistrato è giunto alla stessa conclusione di un anno fa, ossia che il presunto ritardo nei soccorsi all’agente, che con la compagna e una figlia di pochi mesi risiedeva a Dubino all’epoca della tragedia, non sia stato determinante per l’evento morte.

Il GIP aveva ordinato di verificare se vi fossero stati ritardi, carenze o errori nella gestione sanitaria del paziente, rimasto per due ore e 20 minuti a terra, sull’asfalto, sotto la pioggia, prima di essere trasportato in ambulanza all’ospedale di Gravedona dove gli venne diagnosticata una gravissima emorragia interna provocata dalla rottura dell’aorta a cui al nosocomio dell’alto lago non era possibile far fronte. E che venne dunque “dirottato” all’ospedale di Lecco, dove arrivò, cinque ore e 40 minuti dopo i fatti, ormai esanime.

La conclusione a cui è giunta ora la Procura si basa su nuovi approfondimenti, che nulla avrebbero aggiunto a quelli disposti nell’immediatezza dei fatti, da qui la nuova richiesta di archiviazione. Che sarà discussa, davanti al nuovo giudice preliminare, il prossimo 26 marzo, nel corso di un’udienza fissata in calendario dopo che le parti offese hanno depositato istanza di opposizione, proprio come già avvenuto un anno fa. Insomma, i parenti dell’agente della Polizia stradale di Bellano non si arrendono e tenteranno per la seconda volta di evitare che il fascicolo aperto contro ignoti (l’ipotesi di reato è omicidio colposo) dalla Procura di Lecco su quanto avvenne il 2 febbraio 2017 venga definitivamente chiuso.

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